Le foto
venerdì 14 Agosto, 2026
In val Rendena la magia dei biroc’: i kart che accendono la fantasia (e si sfidano in velocità)
di Walter Facchinelli
Ventitre equipaggi e migliaia di spettatori: le foto
A Vigo Rendena, per una sera, la strada non è stata soltanto una strada. È diventata una pista, un teatro, un concentrato di fantasia e adrenalina. E le automobili, quelle vere, hanno lasciato il posto a improbabili bolidi costruiti con ingegno, creatività e una buona dose di sana follia.
La Biroc’ Race 2026, giunta all’ottava edizione, giovedì 13 agosto, ha trasformato Vigo Rendena in un circuito a cielo aperto capace di richiamare migliaia di persone. I beninformati dicono 5.000 ma nessuno li hacontati. Ventitré equipaggi al via, due manche e, soprattutto, una seconda discesa in notturna che ha regalato al pubblico lo spettacolo più atteso, fatto di luci, tifo, velocità e «birocci» lanciati lungo le vie del paese. Ma chiamarla semplicemente «gara» sarebbe riduttivo. Perché a Vigo Rendena non basta andare forte «un biroccio deve avere un’anima».
Lo hanno dimostrato i 23 equipaggi, capaci di trasformare una semplice struttura di ferro/legno in una piccola opera di fantasia. C’erano richiami cinematografici, personaggi, mestieri, tradizioni, invenzioni improbabili e trovate capaci di strappare un sorriso dal punto di partenza in fregio alla provinciale, fino all’arrivo al Parco al Sarca. Ogni mezzo raccontava qualcosa dei suoi costruttori,l’idea, il tempo dedicato alla realizzazione, la cura dei particolari e quella voglia, tipicamente goliardica, di stupire gli altri e divertirsi insieme.
La giuria, presieduta da Sandro Duccoli, ha avuto così un compito tutt’altro che semplice, valutarneoriginalità, estetica, costumi, cura dei particolari e qualità costruttiva. Una sorta di concorso didesign, artigianato e fantasia, con la piccola differenza che, alla fine, tutto deve anche scendere veloce lungo il tracciato di 620 metri con pendenza massima del 12%. E come hanno ricordato gliorganizzatori «di semplice non c’è proprio nulla». È forse questa la vera forza della Biroc’ Race.
A rendere ancora più speciale l’edizione 2026 è stata la presenza di Simone Deromedis, campione olimpico dello ski cross, chiamato a confrontarsi con una disciplina decisamente diversa da quelle alle quali è abituato. Per uno che normalmente affronta curve e avversari sulla neve, questa volta la sfida era una macchina di ferro, un tracciato mai provato e freni che, come ha raccontato scherzando, non erano esattamente quelli della Coppa del Mondo. Lui ha commentato «senza
conoscere il tracciato, non restava che una soluzione, andare “a chiodo” e provare a fare le curve».
Un apripista davvero speciale, accolto dal pubblico insieme allo speaker Yuri Pianetti, voce di grandi appuntamenti sportivi come il Giro d’Italia e le Olimpiadi, sceso con un «biroccio a forma di microfono».
Il presidente della Pro Loco di Vigo Rendena, Luigi Chiappani, lo ha sottolineato con orgoglio «23 equipaggi, un pubblico numerosissimo, una giornata splendida e una fantasia che quest’anno, a suo giudizio, si è addirittura superata. Ma dietro il successo c’è soprattutto un grande lavoro collettivo». La Pro Loco, il gruppo dei giovani che l’ha voluta davvero, le associazioni, le istituzioni, le aziende del territorio, l’ApT, il cantiere comunale, i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa delle Giudicarie, l’Associazione Nazionale Carabinieri e tutti i volontari hanno contribuito a costruire quello che, per qualche ora, è sembrato un piccolo grande circo della velocità.
L’applauso più importante non è forse quello riservato al vincitore.
È stato quello dedicato a chi, per settimane, ha lavorato dietro le quinte. A chi ha costruito un biroccio in garage. A chi ha studiato una curva. A chi ha cucito un costume. A chi ha montato le luci. A chi ha transennato la strada. A chi ha garantito la sicurezza. A chi ha fatto tardi per preparare tutto. A chi, semplicemente, ha
creduto che valesse la pena provarci.
Perché alla fine è proprio questo che racconta la Biroc’ Race «un’idea semplice che diventa grande quando un intero paese decide di farla propria». I risultati raccontano questa straordinaria varietà. Il premio della giuria per l’originalità ha visto sul podio i vincitori «Ma che Chef» con Michele e Fabrizio, seconde le «Aggiusta tutto» di Susanna e Milena, terzi i «Papa Turbo» di Tiziano e Franco.
La giuria popolare ha premiato ancora i «Papa Turbo», davanti alla «Lava Veloce» di Francesco e ai «Tre Porcellini» di Matteo e Riccardo.
Sul fronte della velocità, il gradino più alto è andato alla «Strada dei Sogni» di Kevin Oliana, davanti al «Far West» di Marco e Michele e a «Altrimenti Birocciamo» di Enzo e Gigliola, omaggio su ruote a Bud Spencer e Terence Hill. Tre classifiche, tre modi diversi di vincere. Perché alla Biroc’ Race puoi essere premiato per la fantasia, per il consenso del pubblico o perché sei semplicemente il più veloce. Ma c’è una classifica che non compare sul tabellone. È quella dell’entusiasmo. E lì, a giudicare dalle migliaia di persone che hanno riempito Vigo Rendena durante le due manche, hanno vinto tutti.
Quando le luci si sono spente e l’ultimo biroccio ha tagliato il traguardo, è rimasta quella sensazione che appartiene alle manifestazioni davvero riuscite, la consapevolezza di aver partecipato a qualcosa che va oltre la competizione. Una festa costruita con sudore, fantasia, volontariato e un pizzico di follia. E adesso resta solo una domanda «c’è già chi ha cominciato a pensare al biroccio del 2027?»
Commenti:
Devi effettuare il login per poter pubblicare un commento.