La scultura

lunedì 10 Agosto, 2026

Nel centro storico di Molveno arriva «Il Bacio», la nuova opera dello scultore Marco Martalar

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L'artista: «È il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi»

Tra le acque del lago e il profilo delle montagne, il legno abbandonato torna a vivere. Questa volta lo fa raccontando la storia più antica di tutte: quella di due esseri che si incontrano, si riconoscono e diventano, per un istante, una cosa sola. Una sorpresa per gli occhi, per l’anima e per il cuore è infatti quella che alle prime luci del mattino di ieri ha risvegliato la comunità di Molveno dove è comparsa l’ultima opera dell’artista Marco Martalar: “Il Bacio”.

Dopo il successo della figura dell’orso realizzata a Pradel, sullo sfondo delle guglie appuntite delle Dolomiti di Brenta, a due passi dal Rifugio La Montanara, Martalar torna per la seconda volta a Molveno per dare nuova vita al legno restituito dal lago. Dai rami abbandonati, segnati dal tempo, dall’acqua e dal vento, prendono forma questa volta due innamorati, colti nell’istante più intimo e universale: quello dell’incontro.

«La materia, apparentemente fragile e dispersa, si raccoglie in forme umane e ritrova un destino comune nell’attimo più antico e universale: l’incontro – descrive l’opera Martalar – Il Bacio è il racconto di una vicinanza che supera la distanza, di due anime che si riconoscono prima ancora di toccarsi. Il legno, custodendo le ferite e la memoria della natura, si fa gesto, sguardo, emozione. Ogni frammento contribuisce a creare un’armonia più grande, dove ciò che era separato torna a essere unità».

Un’opera che era già da tempo nei pensieri dell’artista e che, sullo sfondo del lago, ha trovato il luogo ideale per essere realizzata e valorizzata. Visibile da quasi qualsiasi punto, spicca risalendo dal lago, ma il punto migliore per godere della sua bellezza è dal terrazzo del centro storico. «L’opera è stata posizionata lunedì mattina alle 6 – spiega il sindaco Lorenzo Donini – Realizzata poco lontano su una piattaforma trasportabile, è stata tenuta nascosta e avvolta nel mistero fino alle prime luci dell’alba. Un camion ha trasportato e posizionato l’opera all’inizio del centro storico, luogo simbolo del nostro paese e strategico per la meravigliosa vista sul lago che fa da sfondo ai due volti. Una sorpresa per tutti, ma soprattutto per gli innamorati che nella notte di San Lorenzo hanno potuto alzare la testa all’insu in cerca delle stelle nascoste tra i rami di questa romantica figura».

“Il Bacio” non è soltanto una nuova scultura che arricchisce il paesaggio di Molveno, ma un’opera che vuole parlare di amore, di natura e di trasformazione. Il legno, con le sue ferite e i segni, diventa materia capace di raccontare un sentimento senza tempo. «L’opera celebra la forza silenziosa dell’amore, capace di trasformare la materia in poesia e il tempo in eternità – conclude l’artista – In quell’istante sospeso, tutto tace: resta soltanto il linguaggio universale dell’affetto, che unisce gli esseri viventi come le radici invisibili uniscono gli alberi della foresta». Nel cuore dell’opera resta una frase che ne racchiude forse più di ogni altra il significato: «Ogni bacio è un ponte tra due solitudini, un luogo in cui il cuore riconosce la propria casa».

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