Alto Adige

mercoledì 5 Agosto, 2026

Il caso del lago di Caldaro, unico in Italia completamente «privato». Ora c’è una proposta per realizzare un accesso libero

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Lo ha presentato l'assessore al Patrimonio Christian Bianchi: «Lo chiedono tanti cittadini»

È l’unico lago, tra quelli frequentati da turisti, in Trentino Alto – Adige ad essere completamente privato. Sulle acque di Caldaro non c’è un singolo accesso libero, ci si può avvicinare alle sue coste (e, eventualmente, fare una nuotata, solo a pagamento). Ora c’è chi in Provincia ci riprova: l’assessore al Patrimonio Christian Bianchi ha presentato un promemoria per la realizzazione di un’area libera.

Il documento rappresenta un primo passo su un tema che da anni alimenta il dibattito. Il lago di Caldaro, infatti, costituisce un caso raro anche a livello nazionale: l’intero perimetro è di fatto occupato da proprietà private, campeggi e strutture ricettive che consentono l’accesso all’acqua esclusivamente attraverso servizi a pagamento. Attualmente gli spazi pubblici a disposizione dei cittadini sono limitati a pochi metri di riva.

«Cerchiamo una soluzione equilibrata nell’interesse di tutti», afferma Bianchi. «Nessuno mette in discussione il ruolo delle attività economiche che hanno contribuito allo sviluppo turistico del territorio, ma è altrettanto evidente che un patrimonio naturale di questo valore non possa rimanere completamente precluso a chi desidera semplicemente passeggiare lungo le rive o fare un bagno senza dover necessariamente accedere a una struttura privata».

L’ipotesi: un accesso nella parte nord del lago

Nel novembre 2025 la giunta provinciale aveva affidato all’assessore il compito di approfondire possibili soluzioni. Da allora è stato avviato un lavoro tecnico che ha coinvolto diversi uffici provinciali, tra cui Urbanistica, Natura, Protezione civile, Patrimonio e Demanio idrico, con l’obiettivo di individuare un progetto compatibile con la tutela dell’ecosistema.

L’ipotesi attualmente allo studio riguarda un’area nella parte nord del lago.

«Non stiamo parlando della realizzazione di una spiaggia attrezzata o di uno stabilimento balneare – precisa Bianchi – ma di un semplice accesso pubblico inserito in un contesto completamente naturale, progettato nel pieno rispetto dell’ambiente, della fauna e del paesaggio. L’obiettivo è permettere alle persone di avvicinarsi all’acqua e fare il bagno senza alterare le caratteristiche del luogo».

Il confronto con il Comune

Negli ultimi giorni il tema è tornato al centro del dibattito dopo le dichiarazioni del sindaco di Caldaro, Christoph Pilon, che ha espresso forti perplessità sull’ipotesi di un nuovo accesso pubblico.

L’assessore provinciale, tuttavia, invita al dialogo. «Rispetto pienamente il ruolo del Comune e del sindaco e la Provincia intende collaborare con la massima disponibilità. Il confronto deve partire dalla ricerca di una soluzione condivisa e non da una chiusura preventiva. Sono a disposizione dell’amministrazione comunale, delle associazioni, dei proprietari e di tutti i soggetti coinvolti per costruire insieme una proposta equilibrata».

Secondo Bianchi è necessario trovare un punto di equilibrio tra la tutela delle attività economiche e il diritto della collettività a fruire di un bene naturale di straordinario valore.

«Come assessore provinciale al Patrimonio e rappresentante della Bassa Atesina e dell’Oltradige – conclude Bianchi – sento il dovere di interpretare anche le esigenze dei tanti cittadini che da anni chiedono un accesso pubblico al lago. La politica ha il compito di contemperare gli interessi in campo».

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