Mondo
martedì 4 Agosto, 2026
A Ceuta restano ancora duemila migranti (la metà minori). Videocall tra i ministri europei: si pensa a una stretta
di Redazione
Madrid non molla ed esorta ancora l’Italia a revocare lo stop a Schengen: «Sproporzionato e non necessario». Piantedosi: «Misura per tutelarci, non contro la Spagna»
I Paesi europei puntano a un’ulteriore stretta sulla migrazione irregolare dopo la crisi a Ceuta scoppiata la scorsa settimana. Durante la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Ue, in videoconferenza, si è «sottolineata la necessità» di «rafforzare i rimpatri», proseguire nella «lotta alle reti di trafficanti» e costruire «solide partnership con i paesi terzi». Il commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, ha dato per conclusa la crisi affermando che l’Europa ha «ampiamente superato il test» a Ceuta e ha rimarcato che nessuno, dall’enclave spagnola, è arrivato nel continente europeo. «Tutti alla riunione hanno riconosciuto che non c’è stato alcun pericolo per lo spazio Schengen», ha affermato il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, chiedendo al governo di Giorgia Meloni di «togliere immediatamente i controlli» aggiuntivi introdotti per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. «Sono carenti di proporzionalità e necessità», ha rimarcato, ricordando che Ceuta ha un regime speciale e che nessuno può lasciare la città autonoma senza superare controlli di polizia. Durante la riunione il ministro Matteo Piantedosi ha sostenuto che la sospensione temporanea di Schengen non è «in alcun modo una misura rivolta contro la Spagna» quanto un provvedimento «inteso a tutelare la sicurezza nazionale».
Il titolare del Viminale ha poi rilanciato la proposta dell’Italia di aprire hub per i rimpatri in Paesi extra Ue. Misura che è stata nuovamente respinta dalla Spagna perché, ha detto Marlaska, i centri potrebbero «vulnerare i diritti fondamentali e anche i principi e i valori dell’Ue». Il commissario Brunner ha definito «legittimo» parlare di hub di rimpatrio ma ha posto l’accento piuttosto sul «concetto di Paese terzo sicuro», per svolgere la procedura di asilo al di fuori del territorio europeo. Rispetto all’arrivo in massa a Ceuta, il commissario ha negato che vi sia una relazione con la regolarizzazione di migranti avviata dal governo di Pedro Sanchez, come sostenuto da Roma, ma ha affermato che la sanatoria non è stata un buon segnale. Madrid ha ammesso che sono stati in 72mila a superare il confine con il Marocco a Ceuta.
Di questi, 70mila sono già usciti dall’enclave spagnola mentre restano circa 2mila di cui la metà sono minori. La Spagna e l’Ue hanno parlato di una rapida risposta alla crisi ma restano molti gli interrogativi a cui rispondere. Tra questi, come sia stato possibile che le autorità marocchine e spagnole non si siano accorte dell’arrivo di un flusso di persone così imponente. L’Ue e Madrid hanno dato la colpa ai trafficanti di esseri umani, non volendo attribuire responsabilità a Rabat. Alcuni dei migranti che hanno parlato con i media, hanno riferito di non essere stati in contatto con nessun trafficante ma di essersi mossi da soli dopo aver visto numerosi messaggi diffusi sui social che affermavano che il confine tra Ceuta e il Marocco fosse aperto. Il tam tam in rete, con video su TikTok che mostravano il percorso migliore da fare a nuoto per arrivare nell’enclave, o post con suggerimenti rispetto a dove passare senza essere intercettati dalle forze di sicurezza e di polizia, ha spinto in migliaia a raggiungere la città marocchina di Fnidq, anche in treno, in bus o in taxi, e a tentare poi di arrivare su suolo spagnolo.
Il ministro Marlaska ha ribadito di non aver ricevuto nessun rapporto né avviso da parte dell’intelligence che giovedì scorso si sarebbe potuta verificare una situazione simile a quella accaduta a Ceuta, e neanche simile a quella, di minore portata, avvenuta nel 2021, con l’ingresso di 10mila persone. Fonti di Rabat hanno sostenuto di aver avvisato Madrid dell’impatto che avrebbe avuto la sentenza della Corte Suprema spagnola che ha limitato i rimpatri immediati per chi arriva a nuoto a Ceuta e Melilla. Madrid ha affermato che ciò che era prevedibile era un aumento dei tentativi di ingresso ma non un afflusso di questa portata. L’arrivo di migliaia di migranti è stato segnato dalla morte di 75 persone sul lato spagnolo e almeno 11 su quello marocchino. Preoccupa poi la situazione di almeno mille minori che restano nella città autonoma.
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