Il lutto
martedì 28 Luglio, 2026
Sami Said, il ricordo della professoressa: «Brillante e carismatico, sognava di diventare calciatore»
di Patrizia Rapposelli
Fabiana Lona insegna al liceo Sophie Scholl, dove studiava il 18enne: «Porteremo con noi il suo sorriso e il suo buonumore contagioso»
«Sognava di diventare un calciatore professionista». Fabiana Lona, docente del liceo linguistico Sophie Magdalena Scholl, ricorda con commozione Sami Said, il suo studente. «Non posso pensare a quello che è accaduto, aveva una vita ancora tutta da costruire. Idee, progetti sogni ancora nel cassetto… », dice con la voce rotta dall’emozione. Sami aveva finito il quarto anno: la prossima estate avrebbe dovuto affrontare l’esame di maturità. Quel traguardo, come tutti gli altri che aveva davanti, resterà incompiuto: «Non è giusto — aggiunge — Sami era un ragazzo che guardava sempre avanti. Fa male pensare che tutti i suoi progetti si siano fermati ancora sul nascere».
Il giovane calciatore era riuscito a conciliare con grande maturità gli scolastici con quelli sportivi. «Bravo nel tenere insieme scuola e calcio con impegno e disciplina — riflette Fabiana — Poi, era anche giocherellone. Esuberante, sveglio e spigliato». E la sua insegnante descrive le sue doti. Ricorda la sua curiosità, il sorriso e quella capacità di sdrammatizzare le situazioni. «Era dotato di un intelligenza acuta, bastava ascoltarlo parlare o cogliere le sue battute per capirlo — continua — Insomma, la sua mente era brillante e aveva un’ironia sottile che traspariva nel suo modo di scherzare». A settembre la scuola riaprirà i cancelli. I corridoi torneranno a riempirsi di voci. «Mancherà Sami… il suo banco sarà vuoto, porteremo con noi il suo sorriso e il buono umore contagioso».