L'intervista

domenica 26 Luglio, 2026

Dal piccolo istituto di Brentonico al Tambosi di Trento: il nuovo incarico di Enrica Rigotti. «La nomina? Un atto di fiducia»

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Il racconto: «L’esperienza da sindaca è stata fondamentale»

Dai 286 alunni e le 16 classi del piccolo Istituto comprensivo di Brentonico agli oltre 1100 alunni di 56 classi dell’Istituto Tecnico Economico “Antonio Tambosi” di Trento. Un cambiamento decisamente importante per Enrica Rigotti, nuova dirigente scolastica dell’Istituto del capoluogo, che però non è certo spaventata dalle novità: alle sue spalle, infatti, non c’è un percorso interno solo al mondo della scuola, ma anche della politica. Rigotti, dopo aver insegnato matematica per quasi un ventennio, è infatti stata sindaca di Isera per due mandati, dal 2010 fino al 2020, l’anno della pandemia covid-19 in cui, a settembre, ha assunto invece il ruolo di dirigente scolastica a Brentonico. Ora, per lei, l’esperienza al Tambosi, che vive come «un atto di enorme fiducia» con l’importante riforma degli istituti tecnici promossa dall’assessora all’istruzione Francesca Gerosa all’orizzonte.

Rigotti, qual è il suo bilancio dell’esperienza da dirigente a Brentonico?
«Per me sono stati sei anni importanti, in cui ho conosciuto una parte di scuola che oggettivamente prima ancora non conoscevo, nonostante gli anni di insegnamento. Un’esperienza formativa in tutto e per tutto e intensa fin dal primo anno scolastico: ho preso l’incarico a settembre 2020, nel pieno della pandemia, quando erano in vigore tutte le normative emergenziali come il distanziamento dei banchi, l’utilizzo delle mascherine, la didattica a distanza…»

E cosa significa per lei ora questo passaggio al Tambosi?
«Lo vivo come un atto di fiducia enorme nei miei confronti, che ovviamente fa piacere. Soprattutto perché gli istituti tecnici trentini, nei prossimi mesi, dovranno confrontarsi con una riforma importante».

Pensa che passare dall’Istituto comprensivo di un piccolo paese come Brentonico a uno dei principali Istituti tecnici del capoluogo e della Provincia richiederà un adattamento, o comunque un ripensamento del suo modo di lavorare?
«Direi che sarà quasi un altro lavoro, di certo dovrò ripensare qualcosa. La differenza forse più grande sarà quella a livello relazionale: a Brentonico praticamente tutti conoscevano tutti, io conoscevo quasi ogni alunno, questo non è immaginabile in un istituto con oltre mille studenti e, logicamente, più personale lavorativo. Serviranno un altro modo di porsi e di coordinare un’istituzione molto più complessa».

Come vorrebbe che venisse considerato il Tambosi durante e al termine del periodo del suo mandato?
«Come un ambiente che fa star bene e offre opportunità, sia per chi studia sia per chi lavora. Un Istituto capace di fornire ai ragazzi tutti gli strumenti lavorativi di cui necessitano al termine dei cinque anni, e al tempo stesso di garantire un alto standard di benessere».

Si è già fissata dei primi interventi da fare per raggiungere questi obiettivi?
«Per ora è prematuro avviare già questi ragionamenti. Ad agosto mi confronterò con l’ex dirigente (Andrea Bezzi, andato in pensione, ndr) e inizierò a fare le mie valutazioni. Poi, come accennato, nei prossimi mesi si entrerà nel dettaglio della riforma degli Istituti tecnici, che avrà il compito di definire con più precisione gli obiettivi e gli standard che queste strutture dovranno raggiungere. Quello che posso dire comunque è che parto da una buona “base”, ci sono dei progetti già avviati che mi piacerebbe venissero portati avanti».

Lei ha avuto anche un’esperienza politica come sindaca di Isera. Che tipo di percorso è stato? Crede le sia stato di aiuto per esercitare la professione di dirigente negli scorsi anni?
«È stato un percorso di dieci anni, anche in questo caso mi sono trovata a confrontarmi con riforme e cambiamenti notevoli per l’Amministrazione. È stata un’esperienza di grande aiuto: sono entrata a scuola come dirigente sapendo già cosa voleva dire fare una delibera o un bilancio, confrontarsi con altre istituzioni, amministrare una struttura. Sono conoscenze che mi torneranno utili anche a Trento».