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sabato 18 Luglio, 2026

Dopo un mese e mezzo di caldo arriva la prima settimana fresca dell’estate: in Trentino previste temperature sotto la media stagionale

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Intanto la prima metà della stagione è stata più calda di quella del 2003. Rischio temporali fino a giovedì

Dopo settimane segnate da caldo intenso e temperature ben al di sopra della media, il Trentino si prepara a vivere la prima vera fase fresca dell’estate meteorologica, iniziata convenzionalmente il 1° giugno.

Già nella giornata di oggi, sabato 18 luglio è previsto un primo calo: il tempo si presenterà in gran parte asciutto, con belle aperture al mattino e condizioni soleggiate fino a circa le 13. Nel pomeriggio, tra le 14 e le 15, sono attesi i primi cumuli, con base intorno ai 2500-2700 metri, e rovesci e piogge sparse in arrivo da ovest. Qualche precipitazione potrebbe interessare anche Trento, seppure solo per breve tempo.

Domenica 19 ulteriore calo con nuvolosità sparsa al mattino e un pomeriggio caratterizzato da nubi irregolari e qualche rovescio da ovest, Zero termico in discesa fino a circa 3700 metri.

Lunedì 20 il caldo sarà meno intenso: la mattina si annuncia asciutta e soleggiata, mentre nel pomeriggio torneranno i rovesci, soprattutto sulle aree montuose e sulle cime.

Da martedì e fino a venerdì 24 il tempo dovrebbe mantenersi su valori gradevoli. La giornata più fresca dovrebbe essere quella di mercoledì 22, con minime sotto i 25 gradi. Funo a giovedì 24 resterà un certo rischio di precipitazioni pomeridiane, in particolare nelle valli laterali. A Trento, secondo le previsioni, la prossima settimana potrebbe vedere massime attorno ai 30 gradi o anche leggermente inferiori.

Il temporaneo ritorno a valori più vicini alla norma arriva dopo una prima parte dell’estate eccezionalmente calda. In gran parte del Nord Italia, infatti, il periodo compreso tra il 1° giugno e il 15 luglio ha fatto registrare temperature superiori perfino a quelle del 2003, anno ricordato come uno dei più torridi degli ultimi decenni.

A sottolinearlo è anche la Società Meteorologica Italiana, secondo cui l’estate 2026 sta già lasciando effetti evidenti sui ghiacciai alpini. «A seguito di una primavera secca e delle straordinarie ondate di calore susseguitesi da fine maggio, gran parte dei ghiacciai alpini è già in condizioni di bilancio nettamente negativo», spiegano gli esperti.

In difficoltà non c’è solo il ghiacciaio della Marmolada, le immagini scattate in questi giorni sui ghiacciai del Rocciamelone e del Ciardoney mostrano superfici ormai quasi completamente prive della neve accumulata durante l’inverno, anche alle quote più elevate. Una situazione che espone il ghiaccio direttamente alla radiazione solare, accelerandone la fusione.

L’arrivo di correnti più fresche da nord consentirà un temporaneo rallentamento dello scioglimento, soprattutto in alta montagna, ma difficilmente cambierà il bilancio della stagione. Con ancora circa due mesi di estate davanti, gli esperti ritengono probabile che a settembre venga registrata una delle perdite di massa glaciale più consistenti dall’inizio delle misurazioni glaciologiche.

Nel frattempo, i dati confermano l’eccezionalità del caldo di quest’anno: tra il 1° giugno e il 15 luglio Torino ha registrato una temperatura media di 26,9 gradi e Parma di 27,4 gradi, valori rispettivamente superiori di 0,8 e 0,7 gradi ai precedenti record dello stesso periodo, stabiliti nell’estate del 2003.

A rendere ancora più evidente la forza dei fenomeni in arrivo è anche quanto sta accadendo in questi giorni in Pianura Padana, dove i temporali più intensi stanno provocando danni a alberi e tetti, confermando la natura spesso violenta delle perturbazioni estive dopo lunghi periodi di caldo estremo.