Clima
mercoledì 15 Luglio, 2026
Marmolada, l’allarme dalla stazione meteo di Punta Penia: «Ancora minime sopra lo zero. Ghiacciaio in fusione, restano due piccole macchie di neve»
di Redazione
Flavio Tolin, responsabile dell'impianto di rilevamento: «Le anomalie termiche di giugno e luglio hanno aggravato ulteriormente la situazione»
Le temperature eccezionalmente elevate registrate nelle ultime settimane stanno lasciando segni sempre più evidenti sul ghiacciaio della Marmolada. A lanciare un nuovo allarme è Flavio Tolin, gestore del sito DolomitesMeteo.it e responsabile della stazione meteorologica di Punta Penia, che descrive una situazione definita «drammatica» dopo le ultime osservazioni sul massiccio.
«Non c’è nulla da aggiungere oltre alle immagini», scrive Tolin, parlando di uno «scempio totale». Il ghiacciaio, spiega, presenta un intenso ruscellamento superficiale, ampie aree ormai scure per l’affioramento di ghiaccio e detriti, numerose fessurazioni e pochissimi residui di neve. «Sotto Punta Penia si distingue appena una macchia più bianca incastonata tra le due vette», osserva.
Secondo il meteorologo, le anomalie termiche di giugno e luglio hanno aggravato ulteriormente la situazione. Le temperature sono rimaste elevate anche durante le ore notturne e le precipitazioni si sono presentate prevalentemente sotto forma di pioggia o grandine, senza apporti significativi di neve in quota.
Un lieve cambiamento è atteso tra sabato e domenica, con un ritorno delle temperature su valori più vicini alla media stagionale. Tuttavia, Tolin invita a non aspettarsi un’inversione di tendenza: «Potrebbe cadere una leggera spolverata di neve oltre i 3.000 metri, ma non sarà sufficiente a incidere sulla situazione».
Il bilancio della stagione, secondo l’esperto, si preannuncia «estremamente negativo» per il ghiacciaio della Marmolada. Anche i dati rilevati dalla stazione di Punta Penia confermano il quadro: nella mattinata la temperatura minima è stata di +3,3 gradi, accompagnata da raffiche di vento fino a 60 chilometri orari durante la notte e assenza di precipitazioni. Al momento della rilevazione si registravano +4,2 gradi con un’umidità relativa del 90%, indice di un’atmosfera particolarmente instabile.
Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione c’è il progressivo assottigliamento del fronte glaciale, che potrebbe arretrare di diversi metri nelle prossime settimane. «La calotta di Punta Penia non esiste quasi più», sottolinea Tolin, evidenziando come il ghiacciaio sia ormai frammentato in apparati sempre più separati tra loro.
L’esperto richiama infine l’attenzione sulle possibili conseguenze per la disponibilità di risorsa idrica. «È necessario adottare fin da subito piani per affrontare l’emergenza idrica», afferma. In passato, osserva, i ghiacciai garantivano una costante riserva d’acqua durante la stagione estiva; oggi, con la loro progressiva riduzione e con periodi di siccità sempre più frequenti, sarà indispensabile puntare sull’accumulo nei bacini per assicurare l’approvvigionamento nei prossimi anni.
Tolin è tutt’altro che un’allarmista: il mese scorso, dal suo osservatorio, era stato il primo a smentire la fake news dell’arretramento del ghiacciaio di ben 200 metri, quando in realtà si trattava della fusione, per quanto rapida e precoce, del manto nevoso.
(foto di Flavio Tolin)
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