Cronaca
martedì 14 Luglio, 2026
Dopo la morte della ciclista Viktoria Härtig il dolore di Peter Runggaldier, coinvolto nell’incidente: «Il mio pensiero va a tutte le persone coinvolte e alle loro famiglie»
di Redazione
L'ex campione del mondo di sci rompe il silenzio sui social: «Vi chiedo di rispettare il mio momento di dolore e la mia necessità di riservatezza»
Dopo diciannove giorni di agonia è morta domenica sera, nella sua Baviera, Laura Viktoria Härtig, la ciclista tedesca di 30 anni rimasta gravemente ferita il 23 giugno in un incidente stradale al passo Sella, lungo la statale 242. La giovane era in sella alla sua bicicletta quando si è scontrata con la moto guidata da Peter Runggaldier, ex campione del mondo di sci alpino di Selva di Val Gardena.
Nelle ore successive alla notizia del decesso, Runggaldier ha affidato ai social il suo primo messaggio pubblico: «Cari amici, in merito al grave incidente stradale in cui sono stato coinvolto, vi chiedo di rispettare il mio momento di dolore e la mia necessità di riservatezza. Il mio pensiero va a tutte le persone coinvolte e alle loro famiglie».
Soccorsa in condizioni disperate, Laura era stata trasportata in elicottero all’ospedale San Maurizio di Bolzano. Il 9 luglio era poi stata trasferita nella clinica di Murnau, in Germania, per consentirle di essere più vicina ai familiari. È proprio nell’ospedale tedesco che la giovane è morta.
Laura Härtig si era sposata da pochi giorni. Le montagne del Trentino erano una delle tappe del viaggio di nozze con il marito Tilman. Grande appassionata di mountain bike, conosceva bene i percorsi delle Dolomiti, protagonisti di numerosi video e fotografie pubblicati sul suo profilo Instagram, seguito da oltre 50 mila persone.
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, la trentenne stava affrontando in discesa una curva a “esse”, mentre Peter Runggaldier, in sella alla sua moto Ktm, saliva verso il valico. Per cause ancora in corso di accertamento i due mezzi si sono scontrati frontalmente. L’urto è stato violentissimo: la bicicletta si è spezzata in due e i due conducenti sono stati sbalzati sull’asfalto a diversi metri dal punto dell’impatto.
La ciclista aveva riportato le conseguenze più gravi. Dopo essere stata stabilizzata sul posto era stata ricoverata in rianimazione all’ospedale di Bolzano in prognosi riservata. Anche Runggaldier era stato soccorso in codice rosso e trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento per diversi traumi e fratture. Le sue condizioni, pur serie, non erano state giudicate tali da metterne in pericolo la vita.
Sul luogo dell’incidente erano intervenuti gli operatori di Trentino Emergenza e dell’Aiut Alpin Dolomites con due elicotteri, oltre a un’automedica e a un’ambulanza della Croce Bianca. Presenti anche i vigili del fuoco volontari di Canazei, la Polizia locale della Val di Fassa e di Moena e i carabinieri della Compagnia di Cavalese, che hanno eseguito i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello schianto.
Nato a Bressanone il 29 dicembre 1968 e residente in Val Gardena, Peter Runggaldier è stato uno dei protagonisti dello sci alpino italiano negli anni Novanta, specialista della discesa libera e del supergigante, con diversi podi in Coppa del Mondo e una lunga carriera in azzurro.
La fotogallery
Grandine in val di Gresta, acqua e vento a Rovereto, allagamenti: dopo il grande caldo i violenti temporali in Vallagarina
di Redazione
Tra le aree maggiormente interessate anche quella nei pressi del Millenium Center, dove le strade si sono trasformate in veri e propri accumuli d’acqua