Il lupo si avvicina alla malga e il dissuasore (con sirena) si attiva. Il dispositivo antipredazioni del parco Adamello Brenta in azione
di Redazione
Il parco li ha installati nei mesi scorsi. «L'animale ricorda l'esperienza ed evita di tornarci»
Quando li hanno installati era una scommessa. Vinta, parrebbe, I dissuasori acustico-luminosi si confermano uno strumento efficace per proteggere malghe e pascoli dagli attacchi dei grandi carnivori. A dimostrarlo è un episodio avvenuto nei giorni scorsi in un’area di montagna sopra Tione, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, dove una telecamera a infrarossi ha ripreso un lupo mentre si avvicinava a un pascolo.
Al passaggio dell’animale, uno dei dispositivi sperimentali si è attivato automaticamente, facendo scattare una sirena accompagnata da una luce lampeggiante. Il lupo, sorpreso dal sistema, si è immediatamente allontanato.
La sperimentazione, avviata dal Parco nell’estate del 2025 nell’area di Malga Plan, prosegue anche nel 2026 in una zona non lontana da Tione, dove pascolano bovini ed equini. L’obiettivo è verificare l’efficacia di questi dispositivi nel ridurre il rischio di predazioni.
Secondo i tecnici del Parco, oltre all’effetto immediato che ha portato alla fuga del lupo, è possibile che l’animale associ l’area a un’esperienza negativa, evitando di tornare nei giorni successivi. Questo aspetto sarà monitorato grazie alle fototrappole installate nella zona.
L’episodio rappresenta un’ulteriore conferma dell’efficacia dei dissuasori acustico-luminosi, che, insieme alle recinzioni elettrificate e ai cani da guardiania, possono contribuire a ridurre i danni causati da lupi e orsi negli alpeggi, offrendo un importante supporto agli allevatori nella convivenza con i grandi carnivori.