Il ricordo

sabato 11 Luglio, 2026

Morta dopo il morso di una zecca, gli schützen ricordano Gianna Sommavilla: «Appassionata d’arte e amica del Monte Lusia, ha onorato la nostra divisa»

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L'amico ed ex studente Rodolfo Weber: «Mi hai insegnato a scuola molto sull'arte e mi hai dato la spinta a fondare una Compagnia»

La val di Fiemme e la val di Fassa si preparano a dare il loro ultimo saluto a una donna legata a doppio filo a entrambi i territori, conosciuta per il suo amore verso la montagna e le tradizioni trentine. Lunedì, a Moena si terranno i funerale di Gianna Sommavilla, nata in paese ma residente a Ziano di Fiamme, morta dopo un mese di ricovero causato dalle complicanze di un’encefalite da zecca.

La donna era stata punta l’8 giugno nei prati attorno alla propria abitazione e, dopo la comparsa dei primi sintomi, era stata accompagnata all’ospedale di Cavalese. Nonostante le cure e la profilassi avviata fin da subito, le sue condizioni si sono progressivamente aggravate. Il 20 giugno era stata trasferita in elicottero all’ospedale del capoluogo, dove è rimasta ricoverata in terapia intensiva. I medici hanno tentato ogni possibile trattamento, ma i danni cerebrali provocati dall’encefalite si sono rivelati irreversibili.
Nata a Moena, Gianna Sommavilla era molto conosciuta sia in Val di Fassa che in Val di Fiemme. Diplomata all’Istituto d’arte ladina di Pozza di Fassa, aveva insegnato nello stesso istituto, diventato poi il liceo artistico “Giuseppe Soraperra”, dove aveva lavorato anche come assistente di laboratorio nel settore delle lacche e della doratura.
Grande appassionata di cavalli, negli anni Novanta aveva gestito due maneggi, a Cavalese e in Val di Fassa. Continuava a occuparsi dei suoi tre cavalli, che ogni estate portava nella baita di famiglia al Lusia, sopra Moena, dove trascorreva i mesi da luglio fino alle prime nevicate insieme anche ai suoi altri animali.
Da oltre trent’anni faceva inoltre parte della Schützenkompanie Ladins de Fasha come Marketenderin, diventando un punto di riferimento per la compagnia e per le nuove generazioni di donne entrate nel gruppo. Un gruppo che ha affidato a una nota un ricordo sentito di Sommavilla: «Ha valorizzato la nostra storia sia indossando l’abito tradizionale, sia curando l’ambiente e tutto ciò che di bello si può vedere sul monte Lusia. Lascerà un grande vuoto: cercheremo di tenere alto il tuo spirito e portare avanti il tuo modo di vivere così ladino».

Tra i ricordi dei compagni anche quello dell’amico ed ex studente Rodolfo Weber. «Mi hai insegnato a scuola molto sull’arte, mi hai dato la spinta a fondare una Compagnia, hai bachettato dove sbagliavo e dove bisognava correggere e cambiare, mi hai insegnato i veri valori di chi vive il mondo degli schützen, figli della propria terra e dell’identità – scrive -. Un’amica di viaggio che ha saputo darmi una rotta e consigliare nei momenti difficili. Ti ricorderò come l’ultima volta a giugno che ci siamo visti in negozio con il tuo “bon rudy, ne vedon. Stame ben” girandoti e alzando il braccio e la mano per salutarmi».
Con un ultimo gesto di generosità, Gianna Sommavilla ha scelto di donare gli organi. I funerali saranno celebrati lunedì alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Moena, mentre il rosario sarà recitato domenica alle 20.