Il lutto

venerdì 10 Luglio, 2026

Diego «Kemper» Colpi, il ricordo del sindaco di Folgaria Michael Rech: «Un uomo d’altri tempi, stimato da tutta la comunità»

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Il primo cittadino ricorda l'agricoltore, morto questa mattina in un incidente nella sua stalla

Dopo l’incidente di questa mattina a Folgaria, costato la vita all’agricoltore Diego Colpi – da tutti conosciuto con il soprannome di «Kemper» – il sindaco Michael Rech esprime cordoglio per il lutto, considerato una perdita per tutta la comunità.

«A nome dell’Amministrazione comunale e della Magnifica Comunità di Folgaria, mi stringo con commozione alla sua famiglia, – si legge in una nota del primo cittadino – ricordando uno degli ultimi autentici custodi della tradizione agricola alpina e dell’identità rurale della nostra montagna. Diego, classe 1942, era una persona conosciuta, rispettata e stimata da tutta la comunità. Un uomo d’altri tempi che, nonostante il profondo cambiamento della società e del nostro territorio, non aveva mai smarrito il rispetto per gli altri, la cortesia, l’amore per il proprio lavoro e il legame con le proprie origini. Questa tragedia porta via una persona di grande classe e dignità, un volto amico, un lavoratore instancabile e un importante testimone della storia della nostra comunità».

Rech prosegue poi con un ricordo di Colpi: «Era una di quelle persone che, incontrando il Sindaco, sollevavano il cappello in segno di saluto; una di quelle persone che la domenica indossavano il vestito migliore per andare in chiesa o per partecipare a una ricorrenza della comunità. Gesti semplici, ma capaci di raccontare un mondo fatto di educazione, dignità e rispetto per le istituzioni e per gli altri. La sua è stata una vita profondamente legata all’agricoltura e all’allevamento, al lavoro quotidiano, alla cura del territorio e alla salvaguardia delle tradizioni. Era fortemente legato alla propria appartenenza a Folgaria e non mancava di partecipare, spesso in prima fila, agli appuntamenti istituzionali e alle assemblee nelle quali si discuteva del futuro della nostra comunità.».

A seguire, le parole del sindaco raccontano due episodi che della vittima sottolineano «il suo senso di responsabilità e quel particolare modo di vivere la comunità che potremmo definire il diritto di sentirsi in dovere: non un obbligo imposto, ma la libera scelta di partecipare, esserci, interessarsi e contribuire». 

Infine, Rech ha ringraziato sentitamente i soccorsi e le forze dell’ordine intervenute.