Trento
mercoledì 1 Luglio, 2026
Furti di cellulari e portafogli, insulti ai bagnanti e sputi contro i bagnini al nuovo Lido Manazzon. Orler (Asis): «Episodi sgradevoli»
di Patrizia Rapposelli e Davide Orsato
«Affronteremo il problema con la vigilanza privata e le telecamere»
Cellulari, portafogli, zainetti e asciugami rubati. Sputi in faccia ai bagnini e insulti verso i bagnanti. E, poi, ci sono gli ingressi notturni non autorizzati. A undici giorni dalla riapertura del Lido Manazzon di via Antonio Fogazzaro — l’impianto rinnovato è stato inaugurato il 19 giugno e ha già registrato il tutto esaurito — si sono verificati diversi furti e qualche episodio che ha generato malcontento tra alcuni frequentatori della piscina.
Il fenomeno è ben noto ad Asis, l’azienda municipalizzata del Comune che gestisce l’impianto. «Nei primi dieci giorni c’è già stata più di una segnalazioni di episodi sgradevoli, dai furti a comportamenti che disturbano gli altri bagnanti — spiega il presidente Martino Orler — Durante il periodo di chiusura del lido Manazzon c’eravamo dimenticati di queste dinamiche perché, fortunatamente, nell’altro impianto che gestiamo, quello di Gardolo, le segnalazioni sono sempre state pochissime. Abbiamo riaperto già preparati da questo punto di vista, prevedendo agenti di vigilanza privata sempre presenti e telesorveglianza. Insomma, stiamo affrontando il problema». Ma niente allarmismi. «C’è da dire, però, che non mancano i falsi allarmi, soprattutto per quanto riguardano i furti — sottolinea — molti oggetti vengono semplicemente persi e poi ritrovati». Del resto qualche problema ce l’ha anche la piscina di Lavis. In particolare con alcuni episodi di ingressi notturni non autorizzati. Lo staff di LAcquaVis Lavis era intervenuta con una nota chiara, mettendo al centro il tema della sicurezza: «Negli ultimi giorni abbiamo riscontrato alcuni ingressi notturni non autorizzati all’interno della Piscina di Lavis. Non vogliamo soffermarci sul fatto che si tratti di una proprietà privata. C’è un aspetto molto più importante: la sicurezza e la vita delle persone».
Nel comunicato viene ricordato come ogni estate le cronache riportino episodi drammatici legati a incidenti in piscine, laghi e mare: «Ogni estate, purtroppo, le cronache ci ricordano che in piscine, laghi e mare si verificano incidenti, a volte anche mortali. E questo può accadere anche a ragazzi che sanno nuotare. Un malore improvviso, una caduta, un tuffo sbagliato o una semplice imprudenza possono avere conseguenze irreparabili».
Particolare attenzione viene posta al rischio degli accessi notturni: «Di notte, senza assistenti bagnanti, senza personale e senza nessuno che possa chiamare immediatamente i soccorsi, il rischio aumenta enormemente».
Da qui l’appello: «Per questo chiediamo a tutti i ragazzi di non entrare mai in piscina quando è chiusa e ai genitori di parlarne con i propri figli. Un gesto che può sembrare una bravata può trasformarsi in una tragedia nel giro di pochi istanti». La piscina è uno spazio dedicato a sport, divertimento e condivisione, da rispettare anche nelle regole di accesso: «Aiutateci a mantenerla tale, nel rispetto delle regole e soprattutto della sicurezza di tutti. La vita vale molto più di una bravata». Un messaggio che lo staff chiude con un ringraziamento alla comunità: «Grazie per la collaborazione».