Il reportage

domenica 28 Giugno, 2026

Treni, ritardi senza fine e caldo sui convogli: i pendolari raccontano disagi, coincidenze perse e disservizi quotidiani

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Da Trento alla Toscana, passando per Verona e Borgo: tra corse in ritardo, aria condizionata guasta e coincidenze saltate, le testimonianze di chi viaggia ogni giorno per lavoro, studio o famiglia

C’è chi si sposta per lavoro, chi per studio e chi per amore. Ma qualsiasi sia il motivo, il ritornello non sembra cambiare: ritardi, ritardi e ritardi.

Particolarmente infastidita la signora Anna, pensionata, che da diversi anni prende il treno per andare a fare visita al compagno che abita a Firenze, ma che solo negli ultimi due anni ha riscontrato questi peggioramenti dei ritardi: «Ogni quindici giorni scendo in Toscana e a volte, sempre partendo da Trento, scendo a Bologna, ma l’80% delle volte siamo perennemente in ritardo. È una situazione insostenibile, anche perché io è da 20 anni che mi sposto con i mezzi, ma una situazione così non l’ho mai riscontrata prima d’ora, è davvero un disastro. Ho preso un treno anche tre giorni fa, aveva 38 minuti di ritardo e quello di oggi ne aveva 30 — lamenta la signora Anna — Sullo schermo non dicono mai la verità dei ritardi effettivi perché cambia sempre, prima 5, poi 10, ma alla fine meno di mezz’ora non lo è mai. Non so a cosa sono dovuti questi ritardi, ma adesso è davvero ingestibile. Sulla sicurezza, invece, non posso dire nulla perché non mi sono mai sentita in pericolo».

Tra le problematiche percepite dei viaggiatori c’è sicuramente anche il fattore caldo, che in questo periodo si sta facendo particolarmente sentire, ma non sempre l’aria condizionata è risultata funzionante. «Io ho il fidanzato che abita a Pisa e mi sposto spesso dalla Toscana a Trento e prendo solitamente il Freccia, mentre per spostarmi qui i regionali — racconta Lisa — Ultimamente la situazione è terribile, perché oltre i ritardi che solitamente toccano i 45 minuti, c’è anche il problema del fatto che non ci sono posti e con un bambino a carico non è facile. Ma la cosa peggiore è che sui regionali spesso non va l’aria condizionata. Capita spesso di dover aspettare fermi in mezzo al nulla perché transita un merci e in treno sotto il sole al pomeriggio senz’aria davvero non si respira. Sui Freccia pago tanto e non so mai dove mettere il passeggino, mentre sul regionale trovo posto ma dentro fa troppo caldo. Mi verrebbe da dire, treno che prendi disagio che trovi».

E c’è poi chi, come Federico, che da studente universitario costretto a fare da pendolare con la sua terra di origine, è abituato ai ritardi dei mezzi di trasporto: «Ho studiato a Povo per diventare ingegnere dal 2020 e oggi, che lavoro a Innsbruck, non vedo tutta questa differenza rispetto a qualche anno fa. Nel senso negativo, cioè che i disagi che c’erano prima ci sono anche ora. Io sono originario del Friuli e per venire in Trentino dovevo fare due o tre cambi, in base alla tratta. Fatto sta che con il regionale a Verona moltissime volte ho perso il treno per ritardi della linea precedente — spiega Federico — E dopo tre ore di viaggio dover aspettare un’altra corsa l’ora dopo è stato davvero una rottura. Con alcuni colleghi di università abbiamo iniziato ad organizzarci con BlaBlaCar e devo dire che è molto meglio: più comodo, più veloce e più sicuro se si è in gruppo. Sul tema sicurezza, a proposito, io invece vado controcorrente. A Verona, infatti, mi è capitato di vedere qualche scena poco piacevole, specialmente alla sera. Durante il giorno la situazione è tranquilla, ma di sera capisco le ragazze che hanno paura a girare da sole».

Infine, Juan Carlos, cileno di origine e papà di due bimbi, afferma di essersi sempre trovato bene all’interno dei treni: «Mi sposto due volte a settimana per lavoro e per i miei figli, andando da Trento a Borgo solitamente, e nel weekend ritardi ci sono, ma credo sia normale, no? C’è tanta gente, tanti treni, i cantieri in corso e mi sono capitati ritardi di qualche decina di minuti, niente di esagerato».