Crisi climatica
sabato 27 Giugno, 2026
La maturità con il caldo record in Trentino: ventilatori, aule meno esposte al sole e tapparelle abbassate per combattere l’afa
di Irene Parietti
Nessuno stop agli esami di maturità nonostante le alte temperature: i dirigenti scolastici raccontano le soluzioni adottate negli istituti trentini
Ventilatori, condizionatori, tapparelle abbassate: sono alcune delle soluzioni messe in atto dalle scuole superiori trentine per gestire la forte ondata di calore che si sta verificando in questi giorni, durante lo svolgimento degli esami di maturità.
«Le temperature sono anomale, ma da parte delle scuole non ho ricevuto segnalazioni specifiche sull’insostenibilità degli esami a causa della temperatura», ha spiegato Teresa Periti – ispettrice presso il Dipartimento dell’istruzione della Provincia autonoma di Trento ed ex dirigente del liceo Bertrand Russell. Il caldo anomalo è senza dubbio un tema ricorrente in queste giornate di esami e «le scuole stanno mettendo in atto diverse soluzioni per creare condizioni più favorevoli per lo svolgimento degli esami». Infatti, racconta Periti, «nelle scuole in cui sono stata come ispettrice, in cui faccio attività di controllo e supporto per gli esami, tutte le commissioni sono state attente a gestire questa ondata di caldo, ad esempio facendo gli esami in locali più esposti al nord, con le tapparelle abbassate e con ventilatori o condizionatori». Sono queste, dunque, le soluzioni più comuni contro le alte temperature: «in tutte le scuole sono stati messi in campo questi accorgimenti, non solo in città ma anche nelle valli». La questione del grande caldo, ha concluso Periti «va sicuramente presa in considerazione e lo si sta facendo. La situazione varia molto da scuola a scuola, non tutti gli istituti hanno a disposizione gli stessi strumenti per combattere il caldo, ma tutti si sono attivati». Comunque, rassicura, «non ci sono state modifiche dei calendari o sospensioni degli esami a causa del caldo».
Anche per Tiziana Rossi – dirigente dell’istituto tecnico tecnologico Buonarroti di Trento – il forte innalzamento delle temperature è un problema che va tenuto in considerazione: «le scuole non sono attrezzate con impianti di raffrescamento, non essendo aperte in estate». Però, continua, «il peggio è passato: il momento più delicato è quello degli esami scritti, in cui i ragazzi devono stare per sei o otto ore seduti all’interno di un’aula». Per le prove orali, «ci si attrezza come si può, ad esempio collocandosi nelle zone meno calde degli edifici». Quest’ultima soluzione, però, non sempre si può adottare: «al Buonarroti, quest’anno, abbiamo dieci commissioni e venti classi, quindi non abbiamo potuto escludere del tutto alcune aree della scuola, ma stiamo cercando di far fronte come possiamo al problema». Ma il problema del grande caldo rimanda al tema più generale dell’adeguatezza dei locali scolastici: «Gli edifici scolastici – afferma Rossi – hanno bisogno di manutenzione, soprattutto nei periodi di freddo o di caldo intenso. Ad esempio, il Buonarroti ha molte tapparelle rotte, che non si possono abbassare, quindi le aule diventano subito più calde. Questo tema si pone tutto l’anno, soprattutto per le strutture più vecchie».
«Anche le correzioni delle prove scritte sono state fatte in maniera adeguata», ha spiegato Patrizia Visconti – dirigente del liceo Rosmini di Trento. «Al Rosmini abbiamo aule ampie, un’aula magna che è rinfrescata, quindi abbiamo cercato di lavorare nelle zone meno calde». Per quanto riguarda gli esami orali, invece, «si fanno la mattina, dalle otto alle tredici. Sicuramente il caldo crea disagio, ma si riesce a sopportarlo con i giusti accorgimenti, come i ventilatori e gli scuri chiusi». Anche Visconti rassicura sul fatto che «non ci sono stati casi di malori e tutti gli esami si sono svolti regolarmente, come da calendario». Per la dirigente del Rosmini «un problema ancora maggiore del caldo riguarda i festeggiamenti, spesso poco decorosi. È una condizione che si sta verificando in molte scuole, in cui il momento celebrativo spesso risulta poco adeguato al contesto educativo».
Non solo per gli esami di maturità, ma anche per quelli di terza media gestire il caldo è essenziale. Anche in questo caso, «siamo attrezzati con ventilatori e tapparelle abbassate», spiega Paola Pasqualin, dirigente di Trento 5. Ma il problema del caldo va al di là dei soli esami: «molte scuole ospitano già oggi anche attività estive promosse dal terzo settore o dalle scuole stesse e si attrezzano come possono. Investire su questo per gli anni a venire risulterà necessario se vogliamo tenere aperte le scuole».
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