Alto Adige

mercoledì 24 Giugno, 2026

Dichiara di aver ingerito del detersivo e, una volta portato in ospedale, scappa: detenuto evade dal carcere di Bolzano

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Il sindacato Sappe: «Un errore abolire la sanità penitenziaria». Uil Fp: «Realtà fuori controllo»

Un detenuto kosovaro è evaso nella mattina di oggi, mercoledì 24 giugno, dall’ospedale civile di Bolzano. Lo fa sapere Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria, in una nota in cui parla di «strutture che operano costantemente in emergenza» con «organici ridotti ben oltre i limiti di sostenibilità e con un numero di detenuti sempre crescente, episodi come questo rischiano purtroppo di diventare sempre più frequenti».

Secondo quanto riferito da un’altra sigla sindacale, il Sappe, il detenuto aveva dichiarato di aver ingerito del detersivo e, una volta portato all’ospedale, si è dato alla fuga: «Sono in corso gli accertamenti del caso, ma l’episodio appare emblematico dei rischi derivanti dai cosiddetti ricoveri a vista e dalle frequenti traduzioni di detenuti presso strutture sanitarie esterne – si legge nella nota – Continua infatti il ricorso sistematico a visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari presso ospedali e strutture esterne al carcere, con il conseguente massiccio impiego di personale di scorta. Personale che viene sottratto ai servizi ordinari degli istituti, già alle prese con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una situazione detentiva sempre più complessa. Ribadiamo una posizione che sosteniamo da anni: è stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare integralmente la gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali».

L’ultimo episodio al carcere di Bolzano risale allo scorso 17 agosto, quando due detenuti riuscirono a evadere dalla struttura e vennero catturati alcuni giorni dopo. «I numeri – prosegue De Fazio – descrivono una realtà ormai fuori controllo. La popolazione detenuta è prossima a superare le 65mila unità a fronte di poco più di 43.300 posti effettivamente disponibili. Nelle carceri italiane mancano almeno 20mila appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria rispetto alle necessità operative, mentre continuano le assegnazioni di personale ad altri uffici e servizi. Nel solo 2026 si contano già 30 detenuti suicidi e due operatori che si sono tolti la vita. Ogni anno si registrano circa 3.400 aggressioni ai danni del personale penitenziario, oltre a risse, violenze e altri gravi episodi che mettono a dura prova la tenuta degli istituti. Anche la situazione della casa circondariale di Bolzano è emblematica delle difficoltà che vivono gli istituti del Paese: a fronte di 88 posti disponibili, sono presenti 115 detenuti, con un sovraffollamento del 131%. Ancora più preoccupante è la carenza di personale: risultano assegnati 64 agenti rispetto ai 136 necessari, con una scopertura che supera il 50% del fabbisogno reale».