I numeri
martedì 16 Giugno, 2026
Anche quest’anno quasi un miliardo di euro bruciato nel gioco d’azzardo in Trentino. La testimonianza: «Spendevo tutto, non avevo più soldi per il cibo»
di Serena Torboli
In Italia il volume complessivo ha raggiunto i 165,35 miliardi di euro. «I giovani giocano sempre di più»
L’industria del gioco d’azzardo continua a espandersi in tutta Italia, configurandosi ormai come un fenomeno colossale dominato da enormi interessi economici. Una realtà che prende spazio anche in Trentino, drenando risorse alle famiglie e creando pesanti incognite sul loro domani. Proprio questa dimensione finanziaria e il suo impatto sulle comunità sono stati al centro di «Scommettere sul futuro (quello vero)», il convegno promosso a Roma dal forum delle associazioni familiari e moderato da Paolo Holneider, membro del direttivo trentino che aderisce al forum nazionale. L’evento ha offerto una panoramica della situazione, chiamando in causa la politica e partendo dall’esigenza di smettere di vedere e gestire il fenomeno solo per il suo aspetto legato al gettito. E i numeri sono grandissimi: nel 2025 il volume complessivo del gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto i 165,34 miliardi di euro. «Ma nel nostro territorio non va poi tanto meglio», commenta Holneider. «In Trentino sono stati giocati lo scorso anno quasi 900 milioni una cifra che fa paura e che ci indica che chi è caduto nella rete dilapida patrimoni». L’allarme più grave riguarda l’età evolutiva. «I giovani giocano molto, è un dato di fatto», spiega Paolo Holneider.
«Dire che l’azzardo è vietato ai minori è un atteggiamento da Ponzio Pilato: online è facilissimo aggirare i controlli con lo smartphone». Giovani e meno giovani dunque, con il fenomeno moltiplicatore della facilità dell’azzardo online: è quanto emerso nel convegno, apertosi con la storia di Flora, che si è raccontata con schiettezza. «Ci sono stati diversi “clic” nella mia vita. L’azzardo, poi il Covid e il gioco online. Perfino una grossa vincita, che ho tenuto segreta per poter continuare a giocare. E un altro clic, doloroso, quando i familiari hanno scoperto tutto e mi hanno allontanata. Infine, l’ultimo clic: il SerD, la psicologa, la libertà ritrovata. Ma so cosa significa ricevere lo stipendio, giocarselo e non sapere poi come comprare il cibo… C’è chi non ce la fa». I numeri generali delineano un importante sistema economico, dove nei 165 miliardi di gettito si può intravvedere un analogo valore di perdite da parte dei giocatori. «Tra slot machine, Vlt e gioco online, siamo di fronte a un grande casinò permanente, sempre accessibile: una delle principali industrie italiane» commenta Horneider. «Ma dietro la freddezza di queste cifre ci sono persone, famiglie, vite spezzate. Il focus del convegno è stato chiaro: non possiamo più mettere le entrate fiscali dello Stato al primo punto. Davanti a ogni interesse economico deve esserci la dignità umana». Un concetto ribadito dal cardinale e presidente della Cei Matteo Maria Zuppi.
«L’intelligenza artificiale moltiplica il gioco e la capacità delle piattaforme di catturare e trattenere l’attenzione degli utenti», ha avvertito il cardinale, citando la recente enciclica papale e ricordando come le dipendenze limitino la libertà interiore attraverso un ecosistema progettato per massimizzare il tempo trascorso online. Per portare avanti le importanti istanze promosse, il Forum ha inviato al Governo un documento programmatico che chiede una legge quadro nazionale che metta al centro la salute e riduca drasticamente l’offerta di slot, vlt e punti fisici, bloccando nuovi giochi e pubblicità. Il testo esige di tutelare le ordinanze locali su orari e distanze, garantendo la trasparenza dei dati comunali e rifiutando la compartecipazione dei comuni al gettito. Si invoca infine il ripristino dell’Osservatorio e del fondo specifico contro l’azzardo tagliati nell’ultima manovra di bilancio , per investire in campagne informative e nel sostegno alle famiglie delle vittime.