Salute
lunedì 1 Giugno, 2026
Ebola, il punto sull’epidemia: sintomi, trasmissione e la strategia adottata dall’Italia
di Ilaria Bionda
Si contano già quasi mille casi con 223 decessi accertati. Il governo ha istituito l'obbligo di segnalazione per chi rientra dalle aree a rischio
In due stati africani, la Repubblica democratica del Congo e l’Uganda è in corso un’epidemia di virus Ebola. È solo l’ultimo focolaio dei tanti che si sono manifestati nel corso degli ultimi anni. Per questo particolare ceppo, ribatezzato Bundibugyo, non esistono ancora un trattamento medico né un vaccino approvato. Si tratta di un ceppo più difficile da individuare tramiti test rapidi ma è anche più bassa la sua contagiosità: si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi corporei. La mortalità è comunque molto alta, può arrivare fino al 50%. I primi sintomi sono diarrea non emorragica e mal di testa, seguiti da febbre e debolezza.
L’Oms ha riferito venerdì che le autorità hanno finora segnalato come sospetti 906 casi e 223 decessi. È soprattutto nell’est del Congo che l’epidemia continua a diffondersi più rapidamente della risposta sanitaria, nonostante l’arrivo di nuovi aiuti. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dovrebbe visitare a breve un centro di trattamento nella città di Bunia e incontrare le autorità locali, gli operatori sanitari e le famiglie colpite: “Il modo migliore per affrontare questa situazione è fornire tutto il supporto necessario per combattere la malattia nel suo epicentro e continuare a offrire tutta l’assistenza possibile”, ha dichiarato.
A questo proposito, l’Italia agisce in via preventiva: è di venerdì 29 maggio la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza del ministro della Salute Orazio Schillaci che prevede l’obbligo di segnalazione a chiunque provenga, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda, o che sia stato in quelle aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in Italia, deve entro 24 ore compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio. Le Regioni e le Province autonome provvederanno poi a darne comunicazione alle autorità sanitarie e diffusione pubblica sui rispettivi canali e mezzi di comunicazione istituzionale.
Il provvedimento disciplina anche gli obblighi dei vettori aerei, degli armatori marittimi, dei gestori aeroportuali e delle autorità di sistema portuale che devono fornire ai passeggeri provenienti dalla Repubblica del Congo e dall’Uganda i moduli per la dichiarazione prima dell’ingresso in Italia.
Con la circolare allegata all’ordinanza sono poi definite le misure di prevenzione da adottare e i criteri di valutazione medici ed epidemiologici del rischio: in caso di insorgenza di sintomi durante il volo di rientro, l’aereo – si legge – dovrà atterrare solo negli “aeroporti sanitari di Fiumicino o di Malpensa, dove verranno attuate le procedure previste per tali casi dalle rispettive ordinanze”. In caso di assenza di sintomi durante il volo, all’arrivo dell’aereo si procede con le normali procedure di sbarco e la persona segnalata , “deve attendere presso il gate di uscita il personale Usmaf per la verifica/compilazione della scheda anamnestica”. Se il controllo risulta positivo, viene attivata la procedura prevista dai protocolli sanitari.
Cronaca
La Cassazione ha annullato la sentenza d'assoluzione nei confronti di «zia Martina» l'insegnante accusata di avere avuto rapporti sessuali con minorenni
di Redazione
La donna (vero nome Daniela Casulli) era stata arrestata nel 2021 in Trentino. La sua reazione: «In Italia il processo penale si è rotto»