Ledro
sabato 30 Maggio, 2026
Alla Biennale di Venezia premiata anche la «Guernica» delle alunne di Bezzecca: «Un lavoro corale per celebrare donne straordinarie»
di Leonardo Omezzolli
L'insegnante Annalisa Cervi: «Quasi un anno per la realizzazione, è una risposta collettiva alla discriminazione»
Una «Guernica» moderna che non denuncia l’orrore della guerra, come nella picassiana memoria, ma che è decisa a innalzare il ruolo delle donne mettendo in mostra i volti di figure femminili internazionali che nella storia di questo nostro mondo hanno costruito e non demolito. Un’opera lunga 10 metri e realizzata da 12 ragazze tra i 12 e i 14 anni della scuola secondaria di primo grado di Bezzecca che ha vinto la menzione speciale al Leone D’Argento per la creatività per le scuole 2025 – 2026 alla Biennale di Venezia.
«È stato un lavoro corale – racconta l’insegnante d’arte dell’istituto, Annalisa Cervi – che ha messo in gioco queste ragazze, le loro storie e culture e che ci ha permesso di lavorare con una progettualità di fondo che poi, inaspettatamente, è stata riconosciuta con questa menzione speciale». L’opera è il frutto di un progetto nato durante le ore di attività artistiche facoltative pomeridiane e della cosiddetta alternanza alla religiosa (chi non segue lezione di religione cattolica ndr) che ha richiesto quasi un anno di lavoro partendo proprio dall’idea di sviluppare un qualcosa che potesse valorizzare la ricorrenza dell’8 marzo, festa delle donne. «Abbiamo introdotto il tema parlando dell’opera letteraria “Storie della buonanotte per bambine ribelli” – racconta Cervi – e ci siamo allargati alla ricerca di figure femminile che avessero un significato importante per ognuna di loro. È stato fatto un lavoro intimo di ricerca dalle radici familiari per poi ampliarlo al mondo globale. Come in un rito di iniziazione – continua Cervi – ogni allieva ha trovato nello specchio di una “donna straordinaria” un frammento della propria identità in divenire. Per le ragazze, di diverse provenienze culturali, questo ha significato nobilitare il proprio background, trasformando la storia personale in storia collettiva».
Ed è qui che la narrazione si è trasformata in arte, riprendendo l’esempio cubista della «Guernica» per esaltare, al contrario, i valori di rivalsa di queste donne. Le studentesse hanno così fatto ricerca introspettiva, genealogica e storica, hanno conosciuto i volti di quelle donne che per loro sono diventate emblema di un messaggio forte da perpetrare e ne hanno riprodotto l’effige in stile cubista e in bianco e nero. «La scelta dello stile cubista e del monocromo – spiega Cervi – non è un semplice omaggio formale a Picasso, ma una scelta concettuale precisa. Nella scomposizione i volti vengono rappresentati attraverso il linguaggio cubista con il significato di accettazione della complessità umana. L’adolescenza stessa è una fase “cubista”, in cui l’io è frammentato, in mutamento e cerca una sintesi. Il Monocromo in bianco, il nero e le scale di grigio eliminano la distrazione del colore per concentrarsi sul tratto e sulla forza drammatica dell’espressione».
Ai volti dipinti, le piccole artiste di Bezzecca, hanno associato una parole che per loro racchiude la forza di ognuna di quelle donne. «Unire un volto a un concetto – sottolinea l’insegnante – trasforma l’immagine in un emblema, un monito per chiunque percorra i corridoi della scuola». L’opera è stata installata all’interno dell’edificio scolastico ledrense e «offre una risposta collettiva alla discriminazione. Il Corridoio diventa uno spazio politico». La «Guernica delle Donne è stata realizzata da Maryam Abbasi (2A), Yasmin Amghar (1B), Ginevra Bertoni (1B), Giannina Chukwu (2A), Dariana De Gaetani (2A), Malika Dosso (2A), Iman El Oualyd (2A), Atena Ferrari (1A), Marika Ferrari (2A), Elisabetta Grisi (3A), Maira Grisi (1A), Vittoria Kolodziej (1A), Aicha Kone (1B), Edina Ramadani (2A), Greta Santi (1B).