Il caso

martedì 19 Maggio, 2026

Sciopero delle maschere, il Santa Chiara replica: «Rammaricati, protesta che rischia di fare danni in un momento di grande visibilità»

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L'ente risponde agli addetti: «La Csu è realtà radicata nel territorio, auspichiamo prevalga il buon senso»

Il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, attraverso un comunicato, replica duramente alla decisione degli addetti di sala di scioperare sabato 24, una delle date del Festival dell’Economia: «Una presa di posizione così rigida e inaspettata giunge proprio mentre i tavoli di confronto stavano portando a una concreta e positiva risoluzione della vicenda», si legge.

L’ente rivendica di non essere «il datore di lavoro diretto del personale di sala» perchè il servizio è stato affidato, tramite il Consorzio Lavoro Ambiente, alla Cooperativa Servizi Urbani (Csu) che, contrariamente a quanto affermato dalle maschere, sarebbe «una realtà solida e ben radicata nel territorio trentino». Il Centro dichiara inoltre di non essere indifferente alle difformità denunciate dagli addetti: «Al contrario, si è attivato immediatamente per trovare soluzioni per sbloccare la richiesta economica dei lavoratori. Il dialogo è proseguito con continuità, serietà e massima disponibilità da tutte le parti coinvolte, inclusa Csu, senza che nulla lasciasse presagire una rottura improvvisa o una simile proclamazione di sciopero». Il tema dell’indennità sarebbe infine già al centro dei confronti in corso fra le parti.

«I vertici del Centro si dicono quindi fortemente rammaricati per una protesta che rischia di danneggiare il pubblico e l’immagine della struttura in un momento di grande visibilità – conclude la nota – Da sempre il Centro ha a cuore l’occupazione e la crescita professionale delle nuove generazioni, verso le quali si è sempre dimostrato aperto, propositivo e sensibile. Dispiace perciò constatare che un percorso di mediazione ormai in dirittura d’arrivo sia stato messo in discussione da un’azione in contrasto con il clima di collaborazione mantenuto fino ad ora. Il Centro auspica che prevalga il buon senso e che si possa ritornare prontamente al tavolo del confronto per definire gli accordi in corso di elaborazione, garantendo così il regolare svolgimento delle attività teatrali e culturali a beneficio di tutta la cittadinanza. L’Ente confida che una vicenda così complessa e delicata, legata a dinamiche puramente contrattuali, non diventi terreno di facili strumentalizzazioni, ma continui a essere affrontata nelle sedi opportune con lo spirito costruttivo che ha sempre contraddistinto i rapporti tra le parti».