Il caso

sabato 16 Maggio, 2026

Autovelox a Trento, dopo i tanti ricorsi spenti il Comune valuta di spegnere i rilevatori di Martignano e di via Alto Adige

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Il comandante della polizia locale Alberto Adami: «Non omologati? Non c'è una procedura che definisca come fare»

Il caso riguarda il tunnel di Martignano, a Trento, dove negli ultimi anni decine di migliaia di automobilisti sono stati sanzionati dall’autovelox installato all’imbocco ovest della galleria. Ma anche il rilevatore «gemello» di via Alto Adige. Un dispositivo autorizzato dal Ministero dei Trasporti ma non omologato, dettaglio che sta facendo cadere numerose multe davanti ai giudici.

La differenza tra approvazione e omologazione è infatti centrale: chi ha presentato ricorso contro le sanzioni si è visto annullare i verbali.

A spiegare la situazione è il comandante della polizia locale di Trento Alberto Adami, ai microfoni del Tgr Rai Trentino.

«Noi non abbiamo, non esiste attualmente, una procedura che definisca precisamente cosa significa fare un’omologazione di questi velox, quindi in questo momento sono velox approvati ma non omologati», ha chiarito.

Una situazione che non riguarda soltanto l’impianto del tunnel di Martignano, ma anche altri autovelox presenti sul territorio trentino, compreso quello di Trento Nord e il noto dispositivo di Pergine, oltre a numerosi apparecchi installati nel resto d’Italia.

La questione, però, non riaprirà automaticamente tutte le multe già emesse.

Gli automobilisti che hanno già pagato la sanzione o che hanno lasciato scadere i termini per il ricorso — 30 giorni davanti al giudice di pace o 60 giorni al prefetto — non potranno recuperare né i soldi versati né gli eventuali punti decurtati dalla patente.

Nel frattempo il Comune di Trento sta valutando il da farsi alla luce delle numerose sentenze sfavorevoli all’amministrazione. «Effettivamente abbiamo numerose sentenze del giudice di pace e anche appelli favorevoli al cittadino e contrari all’amministrazione. Stiamo effettuando una valutazione, stiamo valutando cosa fare per il futuro», ha spiegato ancora Adami.

Tra le ipotesi più concrete ci sarebbe la possibile disattivazione temporanea degli impianti, almeno fino a quando il Ministero non chiarirà definitivamente le procedure necessarie per l’omologazione degli autovelox.