Il libro

giovedì 30 Aprile, 2026

Ecco la Trento segreta: 111 luoghi tra arte, natura e angoli nascosti per riscoprire l’anima della città

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In uscita a maggio il nuovo volume di Beatrice Barzaghi edito da Emons: un viaggio che parte dai quartieri storici come San Martino per arrivare alle cime del Bondone, svelando le sorprese del territorio anche a chi lo vive ogni giorno

Una passeggiata in città attraverso racconti e immagini, per esplorare Trento dalle fronde verdi dei suoi parchi ai vivaci colori delle facciate affrescate, dai suoi monumenti più celebri come il Castello del Buonconsiglio ai luoghi nascosti, forse ignoti agli stessi trentini. Ma anche una mappa che dalle vie del centro storico porta a raggiungere le cime dei monti circostanti e a percorrere le frazioni collinari. E una galleria fotografica tra dettagli e panorami che raccontano una, cento, anzi centoundici storie diverse. Questo è «111 luoghi di Trento che devi proprio scoprire» (Emons Edizioni) di Beatrice Barzaghi, con le fotografie di Elisa Vettori, in libreria a maggio: un volume che unisce storia, arte, gastronomia e personalità della città, restituendone un ritratto a tutto tondo che affonda le radici nelle sue diverse anime. A questo proposito, l’autrice racconta: «È stata una bella occasione per mettermi letteralmente in marcia per le strade, le salite e i sentieri di una Trento a me non del tutto conosciuta e che riserva molte sorprese: un’anima profondamente urbana e storico-culturale, che è quella che frequento di più, con alcuni esercizi commerciali originali che rappresentano un po’ la mia mappa del cuore; poi un aspetto naturalistico importante che ho potuto piacevolmente scoprire, negli aspetti ambientali e in quelli culturali sempre presenti a ogni latitudine; ultima, ma importantissima, l’anima sociale che desideravo far emergere anche e soprattutto per i lettori locali».

Barzaghi, veneziana d’origine, ha iniziato il progetto di questo libro proprio leggendo l’omonimo della sua città: «La collana di guide dei 111 luoghi, pubblicata in Italia da Emons, è ampia e diffusa e mi era capitato di leggere il volume su Venezia di Gianni Montieri e Anna Toscano. Ammirando molto i due autori sia per i loro testi letterari e poetici sia per le fotografie scelte per narrare una città già così raccontata, ho pensato che il “gioco” potesse essere divertente anche per la città che mi ospita da circa 14 anni e che per me è ancora fonte di scoperte, così ho proposto alla casa editrice il lavoro su Trento. Ora è dedicato alla memoria di Anna». Per quanto riguarda, invece, la scelta dei luoghi, l’autrice ammette: «Proprio pensando ai lettori locali, che saranno giustamente i più severi anche perché conoscono bene la loro città e la amano, ho provato a scegliere alcuni luoghi che spero potranno piacevolmente stupire e che, sfida interessante, possano aprire nuove prospettive anche solo passeggiando vicino a casa». Ed è proprio l’idea di una nuova – e perché no, arricchente – prospettiva a guidare il viaggio tra le pagine del volume, andando a raccontare luoghi come il Forno Sociale Migola di Canova di Gardolo, o i Casoni di Via Veneto, con le loro ampie corti dove si può entrare semplicemente deviando dai marciapiedi che li circondano, o via dei Ferrovieri con le sue casette colorate. «Da veneziana che ha scritto una “Guida alla Venezia ribelle” (Finestre Voland, 2015, ndr) so quanto sia difficile ma sfidante cambiare prospettiva di lettura di una città che crediamo di conoscere bene. Raccontare Trento per me è stata un’operazione quasi inversa, perché mi sono confrontata con tante novità pur partendo da una base di luoghi “sicuri” che mi hanno accolta in questi anni di residenza. Inoltre, ho la fortuna di avere come colleghi di lavoro i più esperti conoscitori del patrimonio storico, artistico e architettonico locale, che sanno valorizzare con competenza e per questo li ringrazio tantissimo».

Dopo un lavoro così articolato e accurato, una domanda a Beatrice Barzaghi sorge spontanea: «Quale, tra i 111 luoghi presenti nel libro, è il tuo luogo del cuore?». La risposta arriva dopo un attimo di esitazione: «Domanda difficile. C’è un luogo del cuore che già conoscevo bene e uno che ho scoperto e vorrei consigliare, ma anche, allo stesso tempo, preservare da troppi sguardi. È un po’ un dilemma! Ma, per rispondere, direi che la mia “casa” è il quartiere San Martino, che viene ampiamente raccontato nella guida, mentre la mia nuova meta preferita è la chiesetta della Madonna delle Nevi di Vanéze del Bondone, realizzata dall’architetto Sottsass, splendida in ogni stagione perché ti permette davvero di prendere una pausa: arrivare su con i mezzi che preferisci, salire le scale della collinetta, ammirare l’affresco di Luigi Bonazza sulla facciata e poi voltarti e contemplare la corona di cime che la circondano, è un’esperienza da provare». Non resta, quindi, che scorrere le pagine della guida e incamminarsi alla scoperta del proprio – magari nuovo – luogo del cuore.