La rubrica

mercoledì 22 Aprile, 2026

«Mario Galaxy» visivamente affascinante, Mandelli sfilacciato e il ritorno del cult «Prima dell’Alba»: cosa vedere al cinema

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I film della settimana: tra animazione Nintendo, nostalgia generazionale in 4K e il capolavoro Lecter in streaming

SUPER MARIO GALAXY – IL FILM

(USA 2026, 98 min.)

Mario Galaxy visivamente affascinante, Mandelli sfilacciato e il ritorno del cult Prima dell’Alba Regia di Michael Jelenic e Aaron Horvath

Trascinato dal trionfale successo internazionale del primo capitolo, uscito nel 2023 (oltre un miliardo e trecento milioni di dollari incassati in tutto il mondo), è giunto nelle sale il nuovo film d’animazione firmato Illumination, ancora una volta dedicato al più celebre eroe dell’universo videoludico Nintendo: Super Mario. L’idraulico italiano è nuovamente protagonista insieme al fratello Luigi e a tutti i personaggi più conosciuti della celeberrima saga di videogame, nata nei primi anni Ottanta. Nonostante l’impatto sul pubblico (ad oggi siamo già oltre i 750 milioni), di fronte a questo secondo capitolo alcune perplessità già emerse con il predecessore tendono ad amplificarsi, soprattutto sotto il profilo narrativo. Il film introduce una serie di nuovi personaggi, per la gioia dei fan più sfegatati, ma perde molto sotto il profilo della chiarezza della trama, che risulta frammentaria e poco fruibile per gli spettatori più piccoli. Il rapido susseguirsi degli eventi e la descrizione dei personaggi, volutamente superficiale, creano una serie di apparenti sottotrame che non vengono mai adeguatamente sviluppate, valga per tutte la presunta redenzione del perfido Bowser: effettiva o fasulla che sia, il film non riesce a trasformarla in un elemento emotivamente significativo e si giunge alla fine con una sensazione di eccessiva fretta. Sotto il profilo visivo il film è indubbiamente affascinante, basti pensare alla sequenza in cui Toad e Peach inseguono il ladro che ha rubato il loro zaino, trascinandoli in un universo criminale popolato dai «cattivi» del gioco, che trascorrono il tempo a giocare d’azzardo. Ma bisogna dire che, tecnicamente parlando, non siamo di fronte a nulla di eccezionale o di particolarmente nuovo rispetto a ciò cui ci ha abituato l’animazione in tempi recenti. Il film si rivela quindi per ciò che è nelle ambizioni dei suoi produttori, vale a dire una gigantesca macchina di marketing che ha la capacità di coinvolgere sia i fan di generazioni passate, sia soprattutto i bambini, bombardati da colori, luci e ritmi forsennati, che di fatto promuovono una potenziale valanga di gadget. Nella speranza di accaparrarsi anche un pubblico più adulto, il film accampa una serie di citazioni cinematografiche, anche piuttosto raffinate (Terminator 2…), che lasciano però il tempo che trovano, dato che la struttura narrativa è troppo poco coinvolgente per ottenere l’obiettivo desiderato. Tutto ciò non impedisce al film di essere a tratti divertente e comunque di accattivarsi l’attenzione dei più piccoli, tendenzialmente entusiasti al termine della proiezione, soprattutto perché in grado di riconoscere ambientazioni e personaggi che sono parte dell’immaginario videoludico collettivo. In tal senso va letto l’unanime consenso in sala che accoglie l’attesa apparizione di Yoshi. Praticamente già annunciato un nuovo capitolo.

CENA DI CLASSE

(Italia 2026, 94 min.)

Regia di Francesco Mandelli, con Andrea Pisani, Beatrice Arnera, Herbert Ballerina, Giovanni Esposito, Francesco Mandelli

Luca Pozzi, eterno aspirante filmmaker, è morto e i suoi ex compagni di classe del liceo, oggi trentacinquenni, si ritrovano alla vigilia del funerale per una rimpatriata in onore del vecchio amico. Dopo aver assunto involontariamente una sostanza stupefacente, il gruppo trascorre una notte folle nella vecchia scuola. Al risveglio si trovano barricati all’interno dell’edificio, la bara di Pozzi è scomparsa e l’unico indizio è l’incipit di una caccia al tesoro. Nessuno ricorda nulla di quanto accaduto, ma la notte prima ognuno di loro si è confessato di fronte alla videocamera. I video saranno utili alla risoluzione del mistero, ma anche a tracciare un bilancio delle loro esistenze. Francesco Mandelli è un oggetto piuttosto curioso all’interno del cinema italiano. Giunto al successo in coppia con Fabrizio Biggio all’interno della surreale, dissacrante accoppiata de I soliti idioti, ha poi cercato una propria strada autonoma nel mondo cinematografico, sia come attore che come regista. I risultati non sono mai stati particolarmente eccezionali, ma gli va dato merito sia del tentativo di distinguersi dalla media della produzione comica nazionale, sia di una certa manualità acquisita durante gli anni dal punto di vista tecnico. Cena di classe è un film ispirato alle atmosfere di un brano dei Pinguini Tattici Nucleari e ha l’ambizione di essere un affresco generazionale, cercando di mantenere un difficilissimo equilibrio fra dramma e commedia. Il risultato parte da un’intuizione nota ma abbastanza felice e mette insieme una squadra sulla carta potenzialmente efficace, perdendosi purtroppo presto in un miscuglio di trovate narrative sfilacciate e poco efficaci. La volontà sarebbe quella di trattare temi complessi (si pensi alla violenza sulle donne), ma anche di descrivere il senso di frustrazione di chi vede il proprio bilancio esistenziale giungere ad un precoce compimento prima dei quarant’anni, con una carica di delusione complessiva nei confronti del vissuto che lascia abbastanza l’amaro in bocca. Ma tutto cerca faticosamente un equilibrio con una serie di trovate comiche poco efficaci o con personaggi che dovrebbero essere divertenti, ma che spesso e volentieri non hanno l’adeguato senso ritmico per funzionare. Molti degli interpreti risultano quindi sprecati, a cominciare da Herbert Ballerina e Giovanni Esposito, sottoutilizzati rispetto al loro reale potenziale, e il film sfrutta fin troppo una struttura corale che alla fine non garantisce il giusto spazio sostanzialmente a nessuno. Per il resto, l’ambizione generale di descrivere una generazione utilizzando le canzoni come base narrativa ed emotiva risulta un po’ forzata e il film ne esce tecnicamente troppo elaborato e narrativamente debole. Un’occasione in parte persa, che avrebbe potuto essere gestita con maggiore leggerezza e più ritmo, limando il costante eccesso di retorica. Non mancano i momenti in cui si sorride e nemmeno le trovate, a testimonianza del fatto che Mandelli ambisce ad ottenere qualcosa in più rispetto a modelli analoghi, ma ci si trova di fronte a un prodotto che non dice nulla di effettivamente nuovo o di importante sulla generazione che ambirebbe a descrivere e che invece si rifugia nell’abuso di atmosfere da videoclip. Il tutto per tentare di accaparrarsi con facilità la complicità di un pubblico già potenzialmente disposto a riconoscersi parzialmente nei personaggi, se non altro per ragioni anagrafiche.

EVENTO SPECIALE: PRIMA DELL’ALBA

30° ANNIVERSARIO – EVENTO SPECIALE IN 4K
(Before Sunrise, USA/Austria 1995, 101 min.)
Regia di Richard Linklater, con Ethan Hawke, Julie Delpy

A trent’anni dall’uscita nelle sale di tutto il mondo, ritorna al cinema il capostipite della (ad oggi) trilogia realizzata da Richard Linklater sulla coppia formata da Ethan Hawke e Julie Delpy. Prima dell’Alba racconta la storia di due giovani poco più che ventenni, lui americano e lei parigina, che si incontrano casualmente in treno. Quando lui scende a Vienna, lei lo segue e trascorrono insieme la notte attraversando la città, parlando di tutto e di più, in un memorabile confronto che porterà questa coppia inaspettata a diventare forse qualcosa di più. Ispirandosi alle atmosfere del cinema europeo e in particolare alla Nouvelle Vague (omaggiata da Linklater nello splendido film omonimo) e a Éric Rohmer, il regista costruisce un film di ineguagliabile e gradevolissima freschezza, sorretto meravigliosamente dalla giovane coppia di protagonisti, il cui contributo rientra anche in sede di sceneggiatura. Un film iper dialogato, eppure mai noioso, da apprezzare nella versione originale. Un caso cinematografico che ci ha portato, nell’arco dei decenni, a familiarizzare con questa coppia di protagonisti e che ci fa sentire spettatori coinvolti romanticamente nella nascita di una relazione che ha qualcosa di unico e meraviglioso. Un film da apprezzare lasciandosi trascinare dalle atmosfere e dai dialoghi, per poter vivere appieno la freschezza di una potenziale storia d’amore in divenire.


STREAMING – PERLE DA RECUPERARE

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI DISPONIBILE SU AMAZON PRIME VIDEO
(The Silence of the Lambs, USA 1991, 118 min.)
Regia di Jonathan Demme, con Jodie Foster, Anthony Hopkins

Dopo il recente ritorno in sala per i 35 anni dall’uscita vale la pena recuperare con la dovuta attenzione uno dei più grandi capolavori della storia del cinema e un modello ineguagliato all’interno del genere thriller. Tratto dal’omonimo romanzo di Thomas Harris, Il silenzio degli innocenti racconta la storia della giovane agente dell’FBI Clarice Starling, sulle tracce di un misterioso serial killer noto come Buffalo Bill. Su suggerimento del suo capo, Clarice cerca l’aiuto di Hannibal Lecter, geniale psichiatra cannibale, internato in una struttura di massima sicurezza a seguito dei suoi efferati e macabri delitti. Il medico accetta di aiutarla a patto che lei accetti di condividere con lui una serie di dettagli riguardanti la sua vita personale. Uno straordinario saggio di intelligenza visiva, costruito con rigore geometrico e un incredibile lavoro sullo sguardo (indimenticabile quello di Lecter, che su intuizione di Hopkins non sbatte mai le palpebre, così come la soggettiva di Buffalo Bill) e al contempo una discesa da brivido nei meandri della psiche umana, tra reminiscenze di un passato che si vorrebbe dimenticare e impeccabili descrizioni delle dinamiche che gestiscono una mente malata. Potentissimo, intenso, diretto e interpretato magistralmente e con una sequenza finale che merita di passare per sempre alla storia del cinema per come fonde intelligenza di scrittura, abilità tecnica di realizzazione e senso della tensione. Un film fondamentale, tra i pochi a vedere il proprio sforzo ripagato anche dai cinque Oscar più importanti: film, regia, attore, attrice e sceneggiatura. Una lezione di cinema, da vedere e rivedere.