Economia
sabato 18 Aprile, 2026
FederCoop, Dalpalù scioglie le riserve e si candida alla presidenza: sfiderà Roberto Simoni
di Donatello Baldo
Il presidente del Sait ufficializza il suo nome nella corsa al vertice di via Segantini: «Nessuna contrapposizione, sarà un confronto leale»
Sarà il presidente del Sait Renato Dalpalù a sfidare Roberto Simoni per la presidenza della Federazione trentina della Cooperazione. L’annuncio (anticipato dal T domenica), a due giorni dalla chiusura delle candidature, è avvenuto ieri. Una proposta di alternativa, ma non certo un nuovo corso, ed è lo stesso Dalpalù ad ammetterlo: «Non sono di primo pelo, sono in cooperazione da tanti anni. E non c’è una visione radicalmente diversa da quella di Roberto Simoni. Non c’è acrimonia, non c’è scontro. Con lui ho fatto un lungo percorso professionale». Una situazione che potrebbe essere positiva: «Non sarà una contrapposizione, ma un confronto leale. Chi vincerà la sfida farà tesoro anche delle posizioni dell’altro». In platea, a sostenerlo, Paola Dalsasso, Francesca Broch e Giorgio Corradi Consumo), Sandra Dodi (Sociale), Marina Castaldo (Produzione Lavoro), Luca Rigotti e Stefano Albasini assenti giustificati (Agricoltura).
La scelta
Dalpalù viene presentato da Italo Monfredini. Nel foyer della Sala della Cooperazione, anche Michele Odorizzi. I tre leader del gruppo di alternativa. «Abbiamo deciso che sarà Dalpalù a mettersi in gioco — dice Monfredini — e sarà una corsa che non è affatto scontata». A chi gli chiede come mai Dalpalù e non lui o Odorizzi, risponde con ironia: «Abbiamo fatto il test di intelligenza ed eravamo alla pari. Renato ha mi ha superato in quello della simpatia». Dalla platea Odorizzi: «Io non ho superato quello sull’intelligenza». Fuori dalle battute, la scelta di Dalpalù arriva dalla sua capacità di attrarre consensi in molti ambiti della cooperazione: il Consumo è con lui, e anche una parte del Credito. Il resto del consenso degli altri settori è tutto da costruire, anche se buona parte del Sociale seguirà Odorizzi e Monfredini. E poi c’è il settore Agricolo, e qui Dalpalù sembra muoversi bene. Sullo sfondo lo slogan: «Un sistema, non una somma di parti». Ma convengono tutti che alla fine, in assemblea, quelle parti dovranno essere sommate: solo così si diventa presidenti di FederCoop.
I temi
Chi oggi porta avanti la candidatura di Dalpalù sono stati a fianco, fino a ieri, di Simoni. La piattaforma programmatica non può certo essere di rottura. E lo stesso candidato afferma che «il sistema cooperativo è solido e sano dal punto di vista dei risultati». Ma non basta: «Noi crediamo che la cooperazione debba essere la sintesi delle varie cooperative e di ogni settore. Perché è come se mancasse l’orgoglio di essere cooperazione, di essere parte di un progetto più grande della singola realtà, di un disegno complessivo». I territori restano il fulcro: «Ma dentro una cornice generale, anche per abbattere le differenze e la contrapposizione tra centro e periferia». Altro tema, le relazioni: «Dobbiamo guardare oltre i confini. Non limitarci al Trentino, perché sappiamo che le grandi partite si giocano a Roma, a Bruxelles, a Francoforte. E dobbiamo recuperare il rapporto con la dimensione della cooperazione nazionale, per incidere di più». E il tema dei migranti è stato sottolineato con convinzione: «Per noi è una sfida. Confindustria ci dice che c’è bisogno di manodopera, e lo sappiamo anche noi. Lo sanno gli agricoltori, lo sanno gli albergatori. Per noi la questione è sì legata all’inverno demografico e alla mancanza di forza lavoro, ma come cooperazione dobbiamo porre anche la questione etica. Dobbiamo lavorare per l’integrazione», dice Dalpalù.
Il Sait
Dalpalù parla del Sait, che lo vede al vertice da ormai 15 anni. «Un lungo percorso. Se non avessi avuto l’ok del cda del Sait non mi sarei mai candidato. Ci siamo confrontati…». Ed è qui che si commuove. Dalpalù beve un bicchiere d’acqua e poi va avanti: «Quindici anni che non sono stati sempre facili. Capisco anche quelli che per alcune scelte del passato puntano ancora il dito contro di me». Si riferisce alla stagione della ristrutturazione interna al Sait, con i tanti esuberi nella logistica, con i licenziamenti, la razionalizzazione. «Ma nessuno mi ha mai rigato la macchina, forse perché ogni scelta è seguita a un confronto sempre rispettoso degli interlocutori». Se fosse eletto al vertice di FederCoop, Dalpalù si dimetterebbe dalla presidenza del Sait: «Per un po’ avrei il doppio incarico, senza però il doppio compenso. Servirà qualche mese per un passaggio ordinato al nuovo vertice». Se perderà la sfida resterà alla guida del consorzio del Consumo.
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