Alto Garda

venerdì 10 Aprile, 2026

Riva del Garda revoca la cittadinanza a Benito Mussolini, il sindaco Zanoni: «Decisione coerente con la nostra storia, qui il fascismo nel 1924 fu sconfitto»

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Il primo cittadino: «La cittadinanza onoraria fu data da un commissario mai votato dal popolo»

Il Consiglio comunale di Riva del Garda ha revocato all’unanimità la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini dopo 102 anni dal conferimento. Una decisione che arriva al termine di un percorso avviato quasi per caso: l’esistenza dell’onorificenza è affiorata solo grazie a una sollecitazione giornalistica che ha spinto il Comune a consultare i propri archivi. Proprio dalle ricerche è emerso come quell’atto non fosse espressione della volontà della comunità, ma il risultato di un’imposizione.

Nel maggio del 1924, infatti, il Comune era guidato da un commissario straordinario di nomina prefettizia, in un contesto di progressiva soppressione delle autonomie locali. La cittadinanza fu quindi attribuita senza alcun coinvolgimento democratico, inserendosi in una più ampia strategia di costruzione e simulazione del consenso. «Un elemento a supporto di questa tesi – ha evidenziato Zanoni – arriva anche dai dati elettorali: alle elezioni del 6 aprile 1924, le ultime libere, a Riva del Garda le forze non fasciste risultarono maggioritarie, con il 55,1% dei voti». A rendere particolarmente evidente l’incompatibilità tra il mantenimento del riconoscimento civico e i principi della Costituzione è poi il confronto con gli altri cittadini onorari di una città che custodisce il ricordo dei martiri del 28 giugno 1944.

Si tratta di figure legate alla cessazione delle offensive belliche, allo sviluppo socio-economico della comunità e alla difesa dei diritti umani, tra cui la senatrice a vita Liliana Segre. «Un Comune non può tenere nei propri archivi chi ha promulgato le leggi razziali e chi le ha subite», ha affermato Zanoni, sintetizzando il senso politico e morale di una scelta che va oltre il semplice riesame storico, parlando all’attualità. Non sono mancate, tuttavia, le polemiche. In particolare, ha fatto discutere l’assenza in aula della consigliera Santi, che nei giorni precedenti aveva dichiarato di non aver ancora deciso come votare. «È un atto di irresponsabilità verso i cittadini che si rappresentano», ha commentato Zanoni.