Trento

giovedì 9 Aprile, 2026

Lo spaccio di eroina alla luce del giorno davanti al palazzo della Regione: dieci indagati, 5000 euro sequestrati. Il sindaco Ianeselli: «Preoccupante, ringrazio la polizia»

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Agivano indisturbati tra i passanti e i dipendenti amministrativi. Il primo cittadino: «La sostanza si sta diffondendo tra le nuove generazioni»

Spiacciavano eroina nella zona nord di piazza Dante, tra il palazzo della Regione e la Provincia, alla luce del giorno, nel pomeriggio senza preoccuparsi di chi li vedesse. Con l’operazione «Street Black» la Polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di dieci misure cautelari, nello specifico quella dell’obbligo di firma, emesse dal Gip su richiesta della Procura di Trento nei confronti di altrettante persone indagate per spaccio di stupefacenti. Tutti stranieri, tra loro trentenni, quarantenni e cinquantenni, chi senza fissa dimora, chi con domicilio dichiarato, alcuni già noti alle forze dell’ordine con precedenti legati alla droga. I poliziotti ci stavano sopra da tempo. Le indagini sono state svolte dalla squadra mobile di Trento, durate oltre sei mesi, hanno permesso di documentare numerosissimi episodi di cessione di eroina a clienti di ogni età. Spacciavano di pomeriggio senza preoccuparsi della presenza dei passanti e degli impiegati dei vicini uffici amministrativi. Fatto sta che nel corso delle attività di indagine, tutti gli spacciatori sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria, in alcuni casi in più di un occasione.

Sono stati sequestrati dieci grammi di eroina oltre al denaro profitto dalle cessioni pari 5.385mila euro. Un’operazione che ha ricevuto il plauso del sindaco, Franco Ianeselli: «Ringrazio la Procura, il questore Nicola Zupo e in particolare gli agenti della squadra mobile per l’operazione che ha consentito di denunciare dieci persone coinvolte nell’attività di spaccio di eroina nella zona di piazza Dante — dichiara —Si tratta di un risultato importante anche perché rassicura i cittadini e dimostra che la zona è presidiata». Da qui la riflessione: «L’intervento della squadra mobile dimostra che a Trento come altrove l’eroina è tornata a diffondersi tra le nuove generazioni — continua il sindaco — Gli esperti dicono che spesso viene fumata o inalata piuttosto che iniettata, modalità di assunzione che attenua la sensazione di rischio. In più si tratta di una droga con costi per dose molto bassi, il che la rende ancora più pericolosa». Dunque, di fronte a questo scenario che Ianeselli definisce «inquietante»: «È importante agire non solo sul versante della repressione dello spaccio, ma anche sui consumatori, che spesso sono giovani, dando tutta la necessaria assistenza alle famiglie».