Il caso
martedì 7 Aprile, 2026
Latte crudo, Maestri accusa: «Puzzone di Moena Dop, etichette ingannevoli: o violano le norme o truffano gli utenti»
di Redazione
Il padre del bimbo colpito da Escherichia Coli denuncia presunte irregolarità nelle comunicazioni del Caseificio Val di Fiemme e del portale Trentigrana: «Indicano latte crudo dove il disciplinare impone la termizzazione»
Giovanni Battista Maestri, il papà del piccolo Mattia, in stato vegetativo dal 2017 per aver mangiato un formaggio a latte crudo infettato da Escherichia Coli, torna all’attacco sulla pubblicità dei caseifici trentini. Con decreto del 30 marzo 2026, ricorda, il Ministero dell’Agricoltura ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 le disposizioni introdotte nel 2025, le quali prevedono l’obbligo, per la produzione del Puzzone di Moena Dop, di utilizzare esclusivamente latte termizzato. La temperature di termizzazione veniva identificata dai 40° ai 64° per al massimo 40 secondi. È fondamentale ricordare che, secondo il Regolamento (CE) n. 853/2004, per “latte crudo” si intende un latte che non sia stato riscaldato a temperature superiori a 40°C e non sottoposto a trattamenti equivalenti. Di conseguenza, i formaggi prodotti con latte termizzato non possono essere qualificati come “a latte crudo”.
«Spiace constatare – afferma Maestri – che i responsabili del Caseificio Sociale Val di Fiemme siano dovuti intervenire nella mattina di Pasqua a rettificare la comunicazione secondo cui il Puzzone di Moena di Malga Dop sarebbe stato realizzato a latte crudo, quando il disciplinare di produzione non lo permette e li obbliga a realizzarlo a latte termizzato e ad indicarlo come a latte non pastorizzato». Ma «la rettifica intervenuta con rapidità non è sufficiente a escludere responsabilità». Per Maestri, il Caseificio si è limitato a sostenere che il Puzzone di Moena Dop di Malga del Caseificio Sociale Val di Fiemme è prodotto esclusivamente con latte “non pastorizzato”, senza tuttavia riconoscere che la precedente comunicazione pubblicitaria risultava in evidente contrasto con il disciplinare di produzione. Ma «basta consultare la pellicola esterna del formaggio per constatare che viene indicato come prodotto a latte crudo e non come a latte non pastorizzato (termizzato), in chiaro contrasto con quanto previsto dal protocollo di produzione. Ma non basta: visitando il sito dei Formaggi Trentini, nella sezione Sapori di Malga del portale Trentigrana Concast, si riscontra che il Puzzone di Moena Dop di Malga viene indicato come formaggio Dop a latte crudo, anche in questo caso in evidente discordanza con le specifiche di produzione ufficiali».
Quindi «o le specifiche di produzione vengono deliberatamente violate, oppure il consumatore viene ingannato tramite comunicazioni fuorvianti». Quindi «si chiede un intervento immediato delle autorità competenti affinché vengano effettuate tutte le verifiche necessarie e venga garantito il pieno rispetto delle norme, a tutela dei consumatori».