Il conflitto nel Golfo
martedì 7 Aprile, 2026
Aerei, scure sui voli per il caro carburante: tasse d’imbarco alle stelle, per Parigi salgono da 67 a 120 euro
di Patrizia Rapposelli
Scattano i primi razionamenti di cherosene negli scali di Linate e Venezia: previste cancellazioni mirate, mentre l'adeguamento dei costi energetici pesa sulle tasche dei passeggeri in vista dell'estate
Caro carburanti e prime tensioni negli approvvigionamenti mettono sotto pressione il trasporto aereo in vista dell’estate, con effetti già visibili sui costi. Negli aeroporti sono già scattati i primi razionamenti per il cherosene. «Qualche volo verrà annullato, ma il viaggiatore sarà avvertito per tempo e verranno fornite alternative. Le compagnie aeree dovranno cancellare alcune rotte per contingentare il carburante», spiega l’agente di viaggio Luciana Bolgia, invitando però alla cautela: «Non si tratta di un blocco generalizzato, non c’è da preoccuparsi». Il problema nasce dalla riduzione delle scorte di carburante segnalata in alcuni scali italiani, tra cui Milano-Linate, Bologna, Venezia e Treviso, dove sono state introdotte limitazioni temporanee nella fornitura da parte di un operatore. Misure circoscritte, destinate a durare pochi giorni, ma che accendono i riflettori sulla fragilità della catena di approvvigionamento in una fase già segnata dalle tensioni internazionali e dal rialzo dei prezzi energetici. I gestori aeroportuali ridimensionano l’impatto, sottolineando che il problema riguarda un singolo fornitore e che negli scali operano più compagnie di rifornimento, in grado di garantire la continuità del servizio. Certo, alcuni voli hanno precedenza su altri. Certo è che l’equilibrio, tuttavia, potrebbe diventare più delicato con l’aumento dei flussi estivi.
«Le compagnie non cancelleranno tutto, ma interverranno in modo mirato», rassicura ancora Bolgia. «Chi ha già prenotato verrà riprotetto su altri voli o ci saranno soluzioni alternative». Una gestione selettiva, dunque, pensata per contenere i consumi senza compromettere l’operatività complessiva del sistema.
Il vero impatto per i passeggeri si gioca però sul fronte dei prezzi. L’aumento del costo del carburante si riflette infatti direttamente sulle tariffe, in particolare sulla componente fiscale. «Aumenteranno le tasse di imbarco, l’adeguamento dei carburanti verrà riversato su quella voce», chiarisce Bolgia. Un segnale già evidente nelle prenotazioni: «Per un volo su Parigi a maggio si è passati da circa 67 euro a 120 euro di tasse».
Un incremento significativo che anticipa quello che potrebbe accadere nei mesi estivi, quando la domanda di viaggi raggiungerà i livelli più alti. Parallelamente, il caro carburanti continua a pesare anche sulla mobilità su strada, con rincari che incidono sulle famiglie e sui costi complessivi degli spostamenti. Un quadro che si inserisce nella più ampia dinamica della crisi energetica legata alle tensioni internazionali, con effetti a catena su consumi e trasporti.
In questo contesto, l’estate si avvicina con un’incognita in più: da un lato la tenuta delle forniture, dall’altro la capacità del settore di assorbire i rincari senza frenare la domanda. «Non bisogna fare allarmismi — conclude Bolgia — Ma è inevitabile che i prezzi aumentino. L’importante è garantire informazione e alternative ai viaggiatori».
Un messaggio di cautela che accompagna un mercato già in movimento, tra prenotazioni anticipate e costi in crescita.
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