Le storie

venerdì 3 Aprile, 2026

Da Mohammed Alì, arrivato su un barcone, ai fratelli albanesi cresciuti in Trentino: Tisi battezza nove adulti in Cattedrale

di

La cerimonia in Duomo nel giorno della veglia pasquale. Diversi percorsi di fede che intrecciano migrazioni, ricerca interiore e integrazione

C’è chi ha attraversato il mare su un barcone e chi ha trovato la pace entrando in una chiesa da bambina; chi ha sfidato l’ateismo di regime e chi ha atteso decenni per dare un nome a un bisogno profondo. La Veglia pasquale di quest’anno a Trento non sarà solo una celebrazione liturgica, ma l’approdo di dodici vite che hanno scelto di ricominciare. Domani sera, sabato 4 aprile, l’arcivescovo Lauro Tisi amministrerà il sacramento del Battesimo a nove adulti in Cattedrale, mentre altri tre riceveranno il sacramento tra Cles e Ponte Arche.

Mohammed Alì: la fede dopo la traversata

La storia più toccante è forse quella di Mohammed Alì, 37 anni, originario della Libia. Arrivato in Italia nel 2016 dopo una drammatica traversata in mare, Mohammed ha ricostruito la sua vita in Trentino, dove oggi lavora come barbiere. Il suo avvicinamento al cristianesimo è stato un processo naturale di integrazione e accoglienza: «Sono diventato cristiano perché sento forte l’amore di Dio — racconta — mi sento finalmente accolto nella comunità».

L’integrazione che passa per l’altare

Dall’Albania arrivano storie di legami familiari e rinascite. I fratelli Ernaldo (29 anni) e Henri (26) sono arrivati in Italia da piccoli: per loro il Battesimo è il sigillo di un percorso di integrazione vissuto dentro le parrocchie trentine. Sempre dall’Albania provengono Blerta e il marito Eugen. Lei ricorda ancora il senso di armonia provato entrando in una chiesa durante l’infanzia; lui ha coltivato la passione per la Bibbia negli anni duri successivi al regime, trasformando una curiosità intellettuale in una scelta di vita.

Un mosaico di culture in Duomo

Il gruppo dei catecumeni è un vero caleidoscopio geografico. C’è Uta, 42 anni, che porta con sé il rigore della sua Germania in una ricerca spirituale durata anni; c’è Natacha, 43 anni, che da Cuba ha custodito il seme della fede ricevuto in famiglia nonostante il contesto laico dell’isola. E ancora Mariana, 63 anni, originaria della Romania e residente ad Ala dagli anni Ottanta, che ha atteso la maturità per incontrare Gesù, e Sara, 37 anni, giunta dalla Spagna, che ha usato la libertà concessale dai genitori per scegliere, consapevolmente, di entrare nella Chiesa.

L’incontro con l’Arcivescovo Lauro

Nei giorni scorsi, i dodici candidati hanno incontrato monsignor Lauro Tisi per un momento di dialogo fraterno. «Desidero diventare cristiana per intraprendere una nuova vita», ha confidato una di loro, sottolineando come l’ingresso nella comunità ecclesiale sia diventato, col tempo, una «necessità profonda».

Oltre ai battesimi, quattro adulti riceveranno la Cresima in Duomo, completando l’iniziazione cristiana. In una notte che celebra la Risurrezione, queste dodici storie diventano il segno tangibile di una Chiesa che, superando confini e barriere culturali, continua a generare nuovi percorsi di speranza fondati sui valori del Vangelo.