I risultati
lunedì 23 Marzo, 2026
Referendum sulla giustizia, in Trentino vince il no con il 50,38%. Ma città e valli si spaccano: nei territori prevale il sì
di Marika Damaggio
Nel capoluogo il 60,28% degli elettori ha rigettato la riforma Nordio, a Rovereto il 59,21%. Di segno opposto l’andamento fuori dai grandi centri: ad Amblar-Don: 72,08% dei sì
Il dato complessivo porta il no, in provincia di Trento, al 50,38%. Ma sfogliando i numeri del referendum sulla giustizia emerge un distacco sensibile tra le città e le valli. Una dicotomia che rappresenta ormai i presidi di centrodestra (nei territori) rispetto alle roccaforti di centrosinistra (a Trento, Rovereto, Riva del Garda, Lavis e i Comuni dell’asta dell’Adige).
Il fronte del no nelle città
Il capoluogo nei due giorni di referendum non ha lasciato margini di incertezza: all’esito delle 98 sezioni scrutinate il no si attesta al 60,28%.Rimanendo nel fronte del no: a Rovereto, seconda città del Trentino, si arriva al 59,21%, a Riva del Garda il 53,34%, Arco il 54,26%, Pergine il 53,69%. A Lavis, sempre rimanendo nelle città di dimensioni maggiori, il no è prevalso con il 50,82%.
Il sì nelle periferie
Avio, terra natia del governatore Maurizio Fugatti ha mostrato fedeltà al presidente: qui il sì ha prevalso con il 59,26%. Pinzolo, terra rendenera dell’assessore Roberto Failoni, ha poi portato il sì a 71,86%. Ancora più marcato il sì pronunciato a Bocenago (76,33%) e nel seppur piccolo centro noneso di Amblar-Don: 72,08%. Fierozzo, presidio leghista, ha raggiunto il 79,44%. Poi a Sporminore il sì ha raggiunto le vette del 68,10%, sempre in Paganella ad Andalo il sì è stato pari al 67,92%, a Vermiglio 66,59%. Eccezione nella geografia dei sindaci di centrosinistra l’ha registrata invece Borgo Valsugana che ha privilegiato il sì alla riforma Nordio con il 52,94%.