Il caso

lunedì 9 Marzo, 2026

Lettera anonima contro la strada dedicata a Sara Piffer. Spinelli: «Semina veleno su una tragedia, noi stiamo con la famiglia»

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Il vicepresidente della Provincia interviene sulla lettera contro l'intitolazione della via a Giovo: «Il Trentino è terra di valori, non abbiamo bisogno di divisioni»

«Una lettera anonima semina veleno sull’intitolazione di una stradina a Sara Piffer, la ciclista 19enne uccisa tra Mezzocorona e Mezzolombardo da un automobilista che andava in direzione opposta e stava sorpassando. Noi siamo dalla parte di Sara». Inizia con queste parole la ferma presa di posizione di Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia, intervenuto per condannare duramente la lettera anonima recapitata al civico del Comune di Giovo contestando la scelta di dedicare alla giovane atleta una strada.

Cosa è accaduto

Sara Piffer ha perso la vita a soli 19 anni, travolta da un’auto mentre si allenava in bicicletta con il fratello sulla strada tra Mezzocorona e Mezzolombardo. Un dramma che ha scosso l’intero Trentino e che la famiglia ha saputo trasformare in un messaggio di speranza e sicurezza stradale.

Il sindaco di Giovo, Riccardo Dalvit, ha scelto la via della trasparenza rendendo pubblica la missiva anonima, nonostante la prassi suggerisca di ignorare gli scritti non firmati. L’autore della lettera parlava di un presunto malumore in paese, chiedendosi provocatoriamente se esistano «famiglie di serie A e serie B» e lamentando il mancato rispetto dei dieci anni dalla morte solitamente richiesti per le intitolazioni. Dalvit ha però ricordato che la deroga è prevista per le vittime della strada e che il percorso di testimonianza avviato dai familiari ha una valenza nazionale.

La condanna di Achille Spinelli

Sulla questione è intervenuto il vicepresidente, Achille Spinelli, che ha espresso totale solidarietà alla famiglia e all’amministrazione comunale, censurando duramente i toni della lettera anonima.

«Una lettera anonima semina veleno sull’intitolazione di una stradina a Sara Piffer, la ciclista 19enne uccisa tra Mezzocorona e Mezzolombardo da un automobilista che andava in direzione opposta e stava sorpassando», ha esordito Spinelli. «Noi siamo dalla parte di Sara; dalla parte della famiglia di Sara, che ha rielaborato il dolore costruendo e sostenendo autonomamente un forte percorso di testimonianza e sensibilizzazione sul fenomeno degli omicidi stradali».

Il vicepresidente ha poi difeso l’operato del primo cittadino: «Siamo dalla parte del sindaco di Giovo, Riccardo Dalvit, che si è sempre mosso nel rispetto delle norme e che ha reso nota l’esistenza della missiva difendendo la scelta dell’intitolazione in memoria di questa giovane di una via lucis e di una via crucis».

Secondo Spinelli, il gesto dell’anonimo è estraneo ai valori del territorio: «Il nostro Trentino è terra di convivenza civile, di sensibilità, di valori. Stringiamoci perciò ancora una volta attorno a questa ragazza, a questa famiglia, a questa comunità, con il rispetto che è doveroso: non abbiamo bisogno, soprattutto su questi temi, di veleno e divisioni. Non fanno parte della nostra Storia. Non fanno parte della nostra Cultura».