Italia

martedì 3 Marzo, 2026

Conclusa l’autopsia su Domenico Caliendo, il bambino morto dopo il mancato trapianto: niente lesioni dovute all’espianto a Bolzano

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L'esame dei periti smentisce alcune testimonianze agli atti dell'inchiesta

Non presenterebbe lesioni riconducibili a un taglio eseguito per errore durante le fasi di espianto il cuore prelevato a Bolzano e arrivato danneggiato a Napoli, poi trapiantato al piccolo Domenico Caliendo.

È quanto emerge, secondo le prime informazioni apprese, dall’autopsia eseguita sul corpo del bambino, deceduto lo scorso 21 febbraio all’Ospedale Monaldi, circa due mesi dopo il trapianto di cuore con un organo che sarebbe stato danneggiato durante il trasporto da Bolzano a Napoli.

L’assenza di lesioni macroscopiche sull’organo smentirebbe, allo stato attuale, quanto riferito in alcune testimonianze agli atti dell’inchiesta, secondo cui il cuore destinato al piccolo sarebbe stato compromesso già nella fase di espianto, con un taglio al ventricolo attribuito all’équipe proveniente dal Monaldi intervenuta nell’ospedale altoatesino.

I periti si riuniranno nuovamente il 28 aprile per procedere con l’analisi dei reperti anatomopatologici raccolti nel corso dell’esame autoptico, effettuato al Secondo Policlinico di Napoli.

«Abbiamo trovato un collegio peritale di grandissimo livello e abbiamo la massima fiducia nel loro lavoro», ha dichiarato al termine dell’esame Luca Scognamiglio, medico legale e consulente nominato dalla difesa dei genitori del bambino. «Abbiamo escluso lesioni macroscopiche alle camere cardiache – ha aggiunto – quindi la questione emersa dalle Sit relativa a un taglio dell’organo in fase di espianto sembrerebbe essere discutibile. Per le altre risultanze ci riaggiorneremo il 28 aprile».