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lunedì 2 Marzo, 2026

Iran, la rabbia di Mosca e Pechino: «Guerra illegale, fermare subito gli attacchi»

Lavrov: «Cercare soluzioni pacifiche e rispettare la sovranità iraniana»

Le reazioni internazionali all’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti all’Iran sono le specchio dell’attuale scacchiere internazionale. Al fianco dell’alleato si sono schierate immediatamente Mosca e Pechino. Il ministero degli Esteri russo ha parlato di «mossa sconsiderata» e di «atto di aggressione armata pianificato e non provocato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite, in violazione dei principi e delle norme fondamentali del diritto internazionale», invitando all’«immediato ritorno» al tavolo della diplomazia. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dato la disponibilità della Russia «a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche». Una posizione condivisa anche dalla Cina, che ha chiesto la «fine immediata» degli attacchi militari di Usa e Israele perché «la sovranità nazionale, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran devono essere rispettate».

Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, che aveva fatto da mediatore nei colloqui tra Usa e Iran, si è detto «costernato. Negoziati seri e attivi sono stati ancora una volta compromessi. Né gli interessi degli Stati Uniti né la causa della pace globale sono ben tutelati da questo. E prego per gli innocenti che soffriranno. Esorto gli Stati Uniti a non farsi ulteriormente coinvolgere. Questa non è la vostra guerra». Di tono completamente diverso la reazione di Volodymyr Zelensky, che ha parlato del regime iraniano come di un «complice» di Vladimir Putin nella guerra all’Ucraina. «È giusto dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsi di un regime terroristico e di garantire la sicurezza di tutte le nazioni che hanno subito il terrorismo proveniente dall’Iran», ha affermato il leader di Kiev, definendo «importante» il fatto che gli Usa stiano agendo «con decisione». Anche i Paesi arabi, il cui territorio è stato interessato dai raid iraniani nei confronti delle basi americane, si sono scagliati contro Teheran.

La reazione più dura è arrivata dall’Arabia Saudita, che ha parlato di «codardi attacchi iraniani contro le regioni di Riad e della provincia orientale», ai quali il Regno «si riserva di rispondere». L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, e il re di Giordania Abdullah II hanno «condannato il lancio di missili balistici iraniani» e annunciato che si coordineranno per adottare «tutte le misure necessarie a salvaguardare la sovranità e migliorare la sicurezza e la stabilità». L’Unione europea, tramite il presidente del Consiglio, Antonio Costa, e la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, si è detta «estremamente preoccupata» per la situazione, invitando le parti alla «massima moderazione».

Intanto, dall’Europa,  Germania, Francia e Regno Unito hanno reso noto di non aver partecipato agli attacchi. Il cancelliere Friedrich Merz e il governo tedesco erano stati informati in anticipo dell’attacco contro l’Iran, mentre il premier britannico Keir Starmer ha spiegato che jet britannici sono si sono alzati in volo in Medioriente «come parte di operazioni difensive regionali coordinate per proteggere il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri alleati». Il presidente Emmanuel Macron ha rimarcato che «la Francia non è stata né informata né coinvolta» e che «nessuno può credere che la questione del potere nucleare iraniano possa essere risolta semplicemente con degli attacchi».