Politica
sabato 28 Febbraio, 2026
Caso Marchetto, FdI replica a Fugatti: «Non accettiamo lezioni di autonomismo, qualcuno cerca di distorcere la verità secondo proprio comodo»
di Redazione
Il coordinamento provinciale del partito difende a spada tratta l'assessora Gerosa: «Moralmente è sempre la vicepresidente, e ha incassato piena fiducia»
Non si è fatta attendere la replica di FdI alle dichiarazioni del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che in merito alla vicenda Marchetto e alla mozione di sfiducia all’assessora Francesca Gerosa respinta a suon di astensioni aveva parlato di un «campanello» fatto suonare, bacchettando la stessa Gerosa e definendo il rispetto dei valori autonomisti un tema «non negoziabile» alla base della coalizione di maggioranza.
«Prendiamo atto che il presidente Fugatti ha nitidamente dichiarato la sua piena fiducia in Francesca Gerosa, per noi moralmente sempre vicepresidente di questa provincia – si legge nella nota del coordinamento provinciale di FdI – Non possiamo che esserne soddisfatti, ma non avevamo alcun dubbio che la competenza e la serietà della nostra presidente venissero riconosciuti da Fugatti, che peraltro implicitamente le rinnova fiducia settimanalmente ad ogni adunanza della Giunta provinciale». Poi, l’affondo: «Con riferimento, invece, alle altre dichiarazioni rese dal Presidente, il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia non intende accettare lezioni di autonomismo – prosegue il comunicato – Il confronto politico, anche quando è acceso, deve restare sul piano del rispetto reciproco tra forze alleate che condividono un comune mandato elettorale ricevuto dai cittadini. Rivendichiamo con determinazione il nostro ruolo nella difesa e nel sostegno della nostra autonomia speciale, nonostante strumentalmente qualcuno cerchi di distorcere la verità secondo proprio comodo. Tutti, però, dichiarano più o meno apertamente che l’autonomia si difende a Roma e che è lì che si gioca la partita decisiva. Ebbene, noi siamo la forza politica che a Roma, in stretto collegamento con i nostri rappresentanti regionali, sta lavorando concretamente per rafforzarla ulteriormente, anche attraverso la modifica dello Statuto, affinché la nostra autonomia sia oggi ancora più solida e tutelata».
Nessun passo indietro, quindi, sulla vicenda legata alla riabilitazione di Clara Marchetto, la scintilla da cui sono partite le forti tensioni che hanno spaccato la coalizione allontanando soprattutto FdI e il Patt: «Non è chiedendo uno studio approfondito prima di riabilitare Clara Marchetto che si mettono in discussione gli ideali del nostro essere trentini – conclude la nota – Per la comunità di Fratelli d’Italia della nostra provincia, per riconoscere il valore della nostra autonomia non serve “suonare campanelle”, ma la volontà e la capacità di tenere unita la coalizione valorizzando anche le differenze su cui si fonda il programma condiviso di governo a cui i trentini hanno dato fiducia. E con questa sicurezza continueremo a lavorare all’interno della NOSTRA coalizione, che non è patrimonio esclusivo di qualcuno, ma appartiene a tutte le forze politiche che la compongono, che l’hanno resa possibile alle ultime elezioni provinciali e che contribuiscono quotidianamente a tenerla unita. È una coalizione forte proprio perché composta da sensibilità diverse, ognuna portatrice di una propria ricchezza di valori, idee e azioni. Tutti, noi per primi, nell’interesse dei trentini».
Il caso
Il figlio di Clara Marchetto e le beghe sulla memoria: «Mia madre non era una spia, fu condannata dal fascismo»
di Redazione
Dalla Francia, Roland Gubitta interviene nel dibattito sulla figura della madre dopo la decisione del Consiglio regionale: «Le sentenze del Tribunale speciale vanno contestualizzate nel clima repressivo dell’epoca. La targa è un atto di riabilitazione storica»
Scuola
Scuole dell'infanzia e nidi, nasce il sistema integrato 0-6 anni: il consiglio provinciale approva la riforma per la continuità educativa
di Redazione
La norma di Vanessa Masè mira a ottimizzare la gestione di spazi e risorse educative, ma divide l'Aula sui temi del progetto pedagogico e dei contratti del personale