Cronaca

martedì 24 Febbraio, 2026

Morte del piccolo Domenico: i Nas di Trento all’ospedale di Bolzano. Ricostruito l’elenco di tutti quelli che hanno avuto un ruolo nell’espianto

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L'assessore Messner: «La responsabilità totale della procedura è dell'ospedale ricevente»

In attesa degli ispettori del ministero oggi all’ospedale di Bolzano, ieri si è delineato un botta e risposta a suon di note stampa tra l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige e l’Ospedale dei Colli di Napoli. Al centro, la procedura di espianto e trasporto del cuore che, danneggiato dal ghiaccio secco, è costata la vita al piccolo Domenico Caliendo. Proprio sulla fornitura del ghiaccio secco si concentra l’analisi del Nas di Trento, che ieri sono arrivati all’ospedale di Bolzano. I militari hanno effettuato una serie di accertamenti in merito alle procedure messe in atto lo scorso 23 dicembre.

I carabinieri hanno ottenuto l’elenco del personale coinvolto in tutte le fasi dell’intervento, dall’espianto al trasporto. Al momento non risultano nuovi indagati oltre ai sette già iscritti, tutti professionisti dell’ospedale Monaldi di Napoli. Non si esclude però che l’inchiesta si possa allargare anche ai sanitari altoatesini, se fosse confermato il loro coinvolgimento nella fornitura del ghiaccio. Ed è qui che si consuma lo “scontro” tra Bolzano e Napoli. Per l’assessore altoatesino alla sanità Hubert Messner, «la responsabilità totale della procedura di trapianto – dal prelievo, al trasporto, fino all’impianto – è del team di trapianto della rispettiva struttura ricevente», cioè il Monaldi di Napoli. Per l’azienda sanitaria campana, bisogna «accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore per il trasporto dell’organo, elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive. Con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo – prosegue la nota – si ribadisce quanto già ampiamente riportato e quanto emerge dall’Audit: ‘Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione’. La Direzione Generale ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, con la quale ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a questo evento drammatico», afferma una nota.

In questo quadro, la relazione inviata al ministero dal Dipartimento prevenzione sanitaria e salute della Provincia autonoma sembra evidenziare negligenze del team campano: «Durante l’intervento – scrive il direttore di dipartimento Michael Mayr – sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli». In particolare, in merito alla «procedura chirurgica seguita», alla «dotazione tecnica incompleta» (con «insufficiente materiale refrigerante») e all’incertezza «in merito alla gestione dell’anticoagulante (eparina)». A corroborare questa tesi, Messner ricorda anche che «altri due organi vitali sono stati trapiantati con successo». Infine, l’assessore provinciale invita a «evitare conclusioni affrettate e speculazioni fino a quando non saranno disponibili i risultati delle indagini».