Cronaca

martedì 24 Febbraio, 2026

Ville d’Anaunia nel mirino dei ladri: raffica di colpi negli ultimi dieci giorni, è caccia ai responsabili

di

Diverse spaccate in casa nella zona di Quattro Ville. Il sindaco Pallaver: «Niente allarmismo, i carabinieri sono al lavoro»

Hanno colpito negli ultimi dieci giorni, prendendo di mira le abitazioni nella zona Quattro Ville, nel comune di Ville D’Anaunia, in Val di Non: i ladri avrebbero forzato le serrature intrufolandosi nelle case approfittando dell’assenza dei proprietari, nel tardo pomeriggio, e il buio della sera. La serie di furti ha interessato quasi una decina di abitazioni tra Tassullo, Rallo, Nanno, San Zenone e Portolo. I carabinieri della Compagnia di Cles, coordinati dalla Procura di Trento, indagano.

«Niente allarmismo — dichiara il sindaco di Ville D’Anaunia, Fausto Pallaver— Sono stati casi isolati, concentrati in pochi giorni: i ladri hanno forzato le serrature». Nel frattempo, sul territorio è stato potenziato il controllo delle forze dell’ordine. «È costante la presenza dei carabinieri che stanno monitorando la zona dopo i furti— continua il primo cittadino— Questo ci fa sentire più tranquilli, ma ripeto, nessun allarmismo. È da giorni che non si verificano altri episodi». Le indagini proseguono a ritmo serrato per identificare i responsabili, si analizzano le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle strade principali e delle aree periferiche.

La Val di Non era già stata tormentata da bande di ladri. A settembre le indagini dei carabinieri della compagnia di Cles avevano fatto luce su almeno ventitré furti in abitazioni, commessi da una banda albanese di cui faceva parte anche un 31enne, cittadino albanese, ricercato oltre che in Italia, anche nel paese dove è nato e dall’Interpol. L’uomo era irreperibile da maggio, dopo che l’autorità giudiziaria italiana aveva spiccato un provvedimento di cattura nei suoi confronti. L’ attività di indagine si era interrotta in Francia dove l’uomo, detenuto nel Paese d’Oltralpe per altri reati dai primi giorni di agosto, era stato raggiunto da un mandato di arresto europeo emesso dal Gip di Trento.

E ancora, a novembre era stata smantellata una rete criminale in Trentino. Rubavano nelle case, con gli introiti compravano la droga e la rivendevano a un gruppo di cittadini di origine nordafricana che la spacciava nelle piazze a Trento. Per un lungo anno, una banda di albanesi aveva messo a segno almeno una cinquantina di furti a Trento, ma anche sull’Altopiano della Vigolana, a San Michele all’Adige, in Alta Valsugana e in altre zone della provincia. Colpi che avevano fruttato quasi 200mila euro tra contanti, borse Chanel e Louis Vuitton, orologi Omega e Rolex. Cifre da capogiro se si sommano i proventi del traffico dello spaccio della droga — ad esempio 106.490 euro detenuti in un doppiofondo di una vettura — e il valore di cocaina, hashish e altri stupefacenti destinati alla vendita al dettaglio nelle piazze di Trento e di altre città: si arriva intorno agli 800mila euro. Per un totale quindi di almeno un milione di euro di giro d’affari illegali. Era il meccanismo scoperto dalla Polizia di stato con l’operazione «Drug e Gold», scattata in Trentino e fuori provincia, nella città di Roma, Napoli, Latina e Palermo. Operazione che aveva portato all’esecuzione di 23 misure cautelari. E al vertice dell’organizzazione c’era una consorteria composta per lo più da cittadini albanesi che si erano stabilizzati tra Mattarello, Piana della Rotaliana e in Val di Non.