Cronaca

lunedì 16 Febbraio, 2026

Concorso Beic, a processo gli architetti Boeri e Zucchi. L’accusa: «Non dichiararono il conflitto di interessi»

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Il Gup di Milano dispone il rinvio a giudizio per i due docenti del Politecnico e altri quattro professionisti: al centro dell'inchiesta la gara per la nuova Biblioteca europea

Sarà un’aula di tribunale a fare luce sulle presunte irregolarità legate al concorso internazionale per la nuova Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic) di Milano. Il gup Fabrizio Filice ha disposto il rinvio a giudizio per gli architetti di fama mondiale e docenti del Politecnico, Stefano Boeri e Cino Zucchi, insieme ad altri quattro professionisti coinvolti nell’inchiesta.

Le accuse: conflitto di interessi e false dichiarazioni

Al centro del procedimento, coordinato dai pm Giancarla Serafini e Paolo Filippini, vi sono le ipotesi di reato di turbativa d’asta e false dichiarazioni. Secondo l’impianto accusatorio, Boeri e Zucchi – rispettivamente presidente e componente della commissione aggiudicatrice – non avrebbero dichiarato un preesistente conflitto di interessi.

Nel luglio 2022, la commissione proclamò vincitrice una cordata di cui facevano parte figure professionalmente legate ai due giurati. Tra gli imputati che dovranno affrontare il processo figurano infatti i ricercatori del Politecnico Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi, oltre a Pier Paolo Tamburelli dello studio Baukuh, indicati dalle indagini come partner professionali o ex allievi dei docenti in commissione.

Il percorso giudiziario

L’inchiesta ha visto negli ultimi mesi alcuni passaggi tecnici rilevanti: la Procura ha stralciato la posizione dell’architetto Manuela Fantini, destinata all’archiviazione, e ha rimosso dal fascicolo l’ipotesi di falso in atto pubblico inizialmente contestata.

Restano però in piedi le accuse principali che hanno portato alla decisione del gup. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 17 aprile, data in cui inizierà il dibattimento per verificare se i rapporti tra i commissari e i vincitori abbiano effettivamente inquinato la regolarità della gara per uno dei progetti culturali più ambiziosi della Milano dei prossimi anni.