Val di Fassa

venerdì 6 Febbraio, 2026

Casa Floriana, l’ex mulino diventato il re di Instagram. Il suo «papà» Giancarlo Debertol: «L’ho decorata nel mio tempo libero, quando staccavo dal banco della salumeria»

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È la struttura più fotografata di Canazei. Il suo creatore: «Sono autodidatta, ho la passione dei colori da quando ero bambino»

Che Giancarlo Debertol sia l’autore delle decorazioni che fanno di Casa Floriana l’edificio più fotografato di Canazei, lo sanno davvero poche persone. Settantacinque anni, di professione salumiere (ormai in pensione) nella locale cooperativa e in altri negozi del paese, Giancarlo ha impiegato tutto il suo tempo libero dipingendo e ornando la sua casa. Così, i fiori dai colori brillanti, le vette, i paesaggi locali, gli stemmi e gli intarsi che si sono aggiunti anno dopo anno, fanno di questo edificio un unicum (nonostante tutta la Val di Fassa sia nota per le sue case dipinte) dal sapore di fiaba.

«I colori ed ogni loro sfumatura mi piacciono sin da quando sono bambino. Amo persino l’odore di terre colorate, acrilici, acquarelli e ogni sorta di pitture: per me sono il miglior profumo», racconta quest’uomo dalla grande riservatezza che alla domanda frequente dei turisti «chi ha dipinto questa casa?», risponde «alcuni artisti di Canazei». «Non amo mettermi in mostra, sono timido. Ho dipinto la casa per me stesso, seguendo il mio gusto personale, secondo le mie capacità: sono un autodidatta».

Un appassionato d’arte, Giancarlo, che nel corso degli anni ha fatto decisamente molta pratica ed ha trasformato esteriormente (ma pure all’interno) un manufatto che – pochi sanno – era un mulino: dal 1600 fino al 1940, in quella che da tempo è l’abitazione di Giancarlo e della moglie Mirta, si produceva farina attraverso macine alimentate dalle vicine acque del torrente Antermont. «In passato, la casa è appartenuta a degli zii austriaci, ma poi è passata ai miei genitori che hanno abbandonato l’attività del mulino, perché con la poca farina che produceva non si guadagnava un granché. Quando il turismo ha trasformato l’economia locale, mio papà ha trovato un impiego come cassiere del primo impianto di risalita di Canazei e mia mamma ha iniziato ad affittare le camere di questa casa, che si chiama Floriana in onore della chiesetta di San Floriano, qui accanto».

Naturalmente, il nome dell’edificio è dipinto sulla facciata principale e una statua del Santo è collocata sul lato esposto al passaggio di sciatori d’inverno (la casa si trova sulla strada della pista di rientro che dai tracciati della skiarea Belvedere arriva a Canazei) ed escursionisti d’estate. «Nei primi anni Novanta ho cominciato a decorare la casa, in modo spartano, concentrandomi sugli spazi sopra le finestre. Quando sono mancati i miei genitori, ho scelto liberamente cosa e quanto dipingere: un po’ alla volta ho riempito praticamente tutte le facciate e anche gli interni».

Nel 2000, quando è stato rifatto il tetto, Giancarlo non si è lasciato sfuggire l’occasione di completare la sua opera pure nel sottotetto, dipingendo le chiese della Val di Fassa (visibili alzando lo sguardo) e inserendo anche dettagli in legno traforato, con pannelli di cirmolo e abete. Da allora, l’impegno più importante è la manutenzione, che avviene anche a una certa altezza, il che rappresenta un problema perché Giancarlo soffre di vertigini: «Non mi azzardo a salire troppo in alto e mi faccio aiutare dove io non arrivo».

Tra i diversi soggetti realizzati, quelli che Giancarlo preferisce sono i fiori, soprattutto quelli del basamento, per via dei loro colori intensi: «Sono realizzati in rilievo sulla parete, li dipingo con colori acrilici ad acqua che, ogni tre o quattro anni, vanno ritoccati perché il sole li sbiadisce e perdono quell’intensità che tanto mi piace». Una composizione diventata uno degli “spot” più instagrammati di Canazei.

«Mi fa molto piacere, significa che il lavoro è apprezzato, ma non me ne vanto. Quando mi è stato proposto di dipingere altre case del paese ho sempre rifiutato, non sono un professionista e mi dispiacerebbe non soddisfare le esigenze di un cliente e le eventuali critiche. Per questa ragione non realizzo volti, anche se, per diletto, ho dipinto una copia della Gioconda che, a dir la verità, è venuta abbastanza bene».

Parte del piano terra, dove fino a qualche anno fa c’era un negozio della famiglia, è diventato una mostra di quadri, uova pasquali e tanti decori dipinti da Giancarlo, mentre negli altri spazi c’è lo studio di psicologa della figlia Gladia. «Cosa ne sarà in futuro di Casa Floriana? È una domanda che, alla mia età, ormai mi pongo e a cui non so rispondere. Gladia è bravissima ma è impegnata con il lavoro e sua figlia. Questa casa richiede molta manutenzione, immagino perciò che le cose cambieranno, ma la speranza è che ci sia cura di quanto fatto finora».

Intanto, però, i dipinti di Casa Floriana continuano a brillare al sole e a risaltare tra i fiocchi delle giornate nevose, raccontando l’allegria silenziosa, la pazienza e l’amore profondo per i colori e la natura di chi li ha creati.