Cronaca
giovedì 5 Febbraio, 2026
Imprenditore a processo con l’accusa di bracconaggio: avrebbe ucciso una cerva con un fucile silenziato
di Redazione
L'uomo si trova attualmente ai domiciliari perchè in possesso di un'arma non regolamentare. Denunciato anche il figlio che era con lui
Finiti nei guai per bracconaggio. Padre e figlio, titolari di un’agenzia di pompe funebri di una valle del Trentino con l’accusa di aver ucciso una cerva femmina con un’arma dotata di silenziatore.
Il padre, settantenne, è finito anche agli arresti domiciliari perché nella sua azienda di pompe funebri sono state anche trovate armi modificate. L’uomo dovrà comparire oggi davanti al gip Gianmarco Giua per l’udienza di convalida. A difenderlo l’avvocato Andrea Antolini, specialista dei reati legati al possesso di armi e alla caccia.
Padre e figlio erano accusati di aver ucciso una cerva nei pressi di una radura che era stata predisposta come sito di adescamento della fauna e che era video sorvegliata. I due avrebbero ucciso l’animale probabilmente usando un silenziatore, tanto che gli agenti della forestale che erano appostati nelle vicinanze non hanno sentito lo sparo. Il sospetto degli agenti è che fosse stata usata un’arma non denunciata. L’abbattimento dell’animale poi è stato denunciato dalla compagna del padre, cacciatrice della riserva in cui si trovava la cerva, come se fosse stata lei ad uccidere l’animale. Secondo la forestale la denuncia sarebbe stata fatta per dissimulare il bracconaggio compiuto da padre e figlio in concorso.
I fatti risalgono allo scorso settembre. Successivamente la forestale ha avviato le indagini coordinate dal pubblico ministero Nadia La Femina. Lunedì scorso, al culmine dell’inchiesta, è stata eseguita, su decreto firmato dal pubblico ministero, la perquisizione dell’attività gestita dai due. All’interno è stato trovato un fucile non regolamentare. Così è scattata la misura cautelare degli arresti domiciliari ai danni del padre, titolare dell’azienda, mentre il figlio è stato denunciato. Questa mattina nell’udienza di convalida l’uomo potrà difendersi spiegando quello che è accaduto.
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