Cronaca
giovedì 5 Febbraio, 2026
Un nuovo arresto per pedopornografia a Trento: centinaia di file nel computer di un ultrasessantenne
di Ubaldo Cordellini
La segnalazione è arrivata dall'estero: in carcere un uomo di Martignano
Centinaia di files contenenti filmati con violenze su bambini e bambine, anche molto piccoli, di pochi anni. Erano nella memoria del computer di un ultrasessantenne di Martignano arrestato in flagranza martedì pomeriggio dalla polizia postale di Trento dopo una lunga perquisizione domiciliare. A casa dell’uomo, che vive solo, sono stati trovati anche tre fucili non denunciati.
Così l’uomo è finito dritto nel carcere di Spini di Gardolo e questa mattina finirà davanti al gip Gianmarco Giua per l’udienza di convalida dell’arresto. Gli agenti della polizia postale trentina, coordinati dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, erano arrivati nella casa dell’uomo seguendo una traccia segnalata da un’agenzia americana che va a caccia di pedofili in rete.
Periodicamente l’agenzia segnala alla polizia postale centrale italiana, come altre forze di polizia di altri Paesi, i movimenti nel web di pacchetti di dati contenenti film o immagini pedopornografiche. Molte delle operazioni nascono proprio da queste segnalazioni, come anche quella che ha di recente portato all’arresto in flagranza di un uomo di 47 anni che aveva 35 mila files nei suoi computer ed è accusato di violenza sessuale a distanza per aver dato indicazioni in diretta a uomini che stavano violentando ragazzine o bambine.
Nel caso dell’uomo che abita nella collina di Trento, la segnalazione riguardava l’indirizzo di un router. Gli agenti hanno faticato un po’ a trovare l’indirizzo esatto e poi hanno chiesto al pubblico ministero un decreto di perquisizione. Quando sono arrivati in casa hanno trovato il computer. In poco tempo, aprendo le varie cartelle di files, hanno scoperto un baratro di orrore, come capita purtroppo molto spesso in questi casi.
Un orrore fatto di abusi e violenze, anche molto spinte, esercitate su bambini e bambine anche molto piccoli. Centinaia e centinaia di video con protagonisti bambini costretti a subire di tutto. Secondo i primi accertamenti, nei filmati si vedono atti sessuali anche molto violenti nei confronti dei bambini. Così è scattato immediatamente l’arresto per detenzione e cessione di materiale pedopornografico.
La misura cautelare in carcere è stata motivata anche con l’alto numero di filmati in possesso dell’uomo. Si trattava di filmati molto lunghi scaricati con il metodo piuttosto antiquato del Bittorrent. Proprio questo metodo inguaia ulteriormente l’uomo. Infatti è accusato non solo di detenzione, ma anche di cessione di materiale pedopornografico.
La cessione sta nel fatto che il sistema usato per scaricare mette a disposizione di altri utenti i files contenuti nella cartella in cui si scarica e anche le parti di file già scaricate. In questo modo, quindi, la persona che scarica mette a disposizione anche i suoi contenuti. Così si mette nei guai, dal momento che per la giurisprudenza della Cassazione si tratta di una cessione in piena regola, anche se la persona non ha contatti diretti con chi condivide i files.
La posizione giuridica dell’uomo si è quindi notevolmente aggravata, visto che la cessione di materiale pedopornografico è più grave della sola detenzione. L’uomo rischia inoltre ulteriori conseguenze: durante l’ulteriore perquisizione della abitazione, gli agenti della polizia postale hanno trovato tre fucili non denunciati, come invece prevede la legge.
Per questo l’ultrasessantenne è stato denunciato anche per detenzione non autorizzata di armi da fuoco. Un pacchetto di accuse che lo ha portato direttamente in carcere, in attesa dell’udienza di convalida prevista per questa mattina.
La polizia postale si trova di fronte a una vera e propria esplosione del fenomeno della pedopornografia online. Le modalità sono diverse, ma è in forte aumento il numero di persone che cercano nel web, anche nel dark web, filmati pornografici con bambini. E, vista la grande richiesta, cresce anche lo sfruttamento di minori nei Paesi più poveri.
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