La polemica

sabato 10 Gennaio, 2026

Venezuela, il Forum per la pace critica Trump: «Nuova forma di colonialismo». Cia non ci sta: «Dimenticate Maduro e i suoi prigionieri»

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L'ente parla di violazione del diritto internazionale, il consigliere replica: «Non è cultura della pace, ma militanza politicamente orientata»

A distanza di pochi giorni dall’intervento americano in Venezuela, nella giornata di ieri il Forum trentino per la Pace si è espresso sulla vicenda criticando fortemente l’operato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

«Si tratta di un atto che viola le norme più elementari del diritto internazionale e apre la strada alla violenza come strumento per affrontare le controversie tra gli Stati – si legge nel testo della nota – La “logica” sottesa alla decisione di scatenare atti di guerra è quella di una nuova forma di colonialismo e di imperialismo. Di fronte alla crisi del suo Paese, Trump ha scelto la soluzione della guerra, aggredendo un Paese ricchissimo di risorse. Per rianimare l’economia interna e proteggere la bolla finanziaria. Del resto, tutta la strategia di Trump va nella direzione di acquisire risorse e moltiplicare gli affari statunitensi in America latina per contrastare la penetrazione cinese». Da qui la critica: «È triste doverne prendere atto non solo che la storia non ha insegnato nulla a chi ci governa, ma soprattutto che vengono negati i tanti passi avanti fatti dall’umanità negli ultimi sessant’anni».

Parole che però non hanno fatto piacere al consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia, contrario a una posizione ritenuta esclusivamente anti-Trump dell’ente: «Il Forum prende posizione senza mai nominare Nicolás Maduro o senza spendere una parola sui prigionieri politici, sulla repressione e sulle persone detenute – attacca – Eppure è proprio lì che, se si parla di diritti umani, sta una parte decisiva della verità». Secondo Cia, il Forum avrebbe adottato una linea politicizzata: «Invece di misurarsi con documentazione e analisi di questa portata, il comunicato preferisce appoggiarsi a una singola “spiegazione” di parte, trattata come chiave definitiva per leggere l’intera vicenda – prosegue il consigliere – È un po’ come se, davanti a un dossier Onu, a rapporti di organizzazioni internazionali e a riscontri giornalistici di livello globale, si decidesse che la bussola migliore sia un commento d’opinione. Legittimo, per carità: ma allora non lo si presenti come cultura della pace e dei diritti umani. Lo si chiami con il suo nome: militanza». Quindi, l’appello: «Chiedo che il Forum torni alla sua missione: conoscenza, documentazione e confronto – conclude Cia – Se intende intervenire su crisi internazionali, lo faccia mettendo al centro le persone e i diritti umani, nominando anche ciò che oggi nel suo testo non esiste»