Agricoltura
mercoledì 5 Agosto, 2026
Vendemmia sempre più precoce, Matteo Ferrari (Maso Martis): «Inizieremo appena dopo Ferragosto»
di Redazione
Secondo i viticoltori non ci dovrebbero essere ripercussioni sulla qualità. Ma le bottiglie diminuiranno
La vendemmia 2026 si avvicina e, nonostante un’annata climatica complessa, in Trentino cresce l’ottimismo sulla qualità delle uve. Le alte temperature e la siccità hanno cambiato il ritmo della maturazione, ma i produttori guardano con fiducia alla raccolta, che dovrebbe prendere il via attorno alla metà di agosto.
A livello nazionale i vignaioli non sembrano particolarmente preoccupati per il possibile calo delle rese. Il rallentamento dei consumi di vino, infatti, rende una produzione leggermente inferiore più sostenibile per il mercato. Una situazione che interessa anche altri importanti territori vitivinicoli europei, come la Champagne, dove è stato deciso un ulteriore taglio delle rese per contenere gli stock.
Maso Martis: «Inizieremo attorno al 18 agosto»
Tra le realtà trentine, Maso Martis, boutique winery del Trentodoc, descrive un’annata caratterizzata da un andamento climatico fuori dagli schemi.
«L’anticipo del germogliamento, iniziato già alla fine di marzo e pari a circa dieci giorni rispetto al 2025, faceva pensare a una vendemmia molto precoce, con un avvio previsto intorno al 10 agosto», spiega l’enologo Matteo Ferrari. «Successivamente, però, le alte temperature di giugno e luglio e la siccità hanno rallentato l’attività delle piante, riducendo la fotosintesi e quindi l’accumulo di zuccheri».
Gli sbalzi termici registrati nelle ultime settimane hanno consentito alle viti di riprendere il normale ciclo di maturazione. «Prevediamo di iniziare la raccolta intorno al 18 agosto, con uve che si presentano di ottima qualità», conclude Ferrari.
Cantina Valle Isarco: «Il caldo si fa sentire ma lo stato dell’uva è buono»
Anche in Alto Adige la stagione è stata segnata dal caldo, con uno sviluppo vegetativo anticipato.
«Le temperature elevate hanno accelerato la maturazione, ma finora lo stato sanitario delle uve è molto buono», osserva Armin Gratl, direttore generale della Cantina Valle Isarco. «Per le rese è ancora presto fare previsioni: ogni vigneto reagisce in modo diverso e molto dipenderà dall’andamento delle prossime settimane».
Secondo Gratl, le condizioni climatiche impongono un monitoraggio costante dei vigneti. «Ogni annata è diversa e non esistono più regole valide per tutti. Servono esperienza, flessibilità e una presenza continua in campagna per individuare il momento migliore della raccolta».
Sul fronte commerciale, il direttore della cantina altoatesina evidenzia come il mercato del vino sia oggi più difficile rispetto al passato. «Proprio per questo è ancora più importante puntare sulla qualità e valorizzare il territorio, senza inseguire le mode ma continuando a proporre vini autentici e riconoscibili».
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