L'investimento

martedì 12 Maggio, 2026

Università, dalla Provincia 430 milioni di euro: serviranno per i prossimi tre anni

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Approvato l'atto d'indirizzo: copiosi i capitoli dedicati alla facoltà di Medicina. 19 milioni per l'edilizia universitaria

La Provincia di Trento investirà quasi 430 milioni di euro nell’Università di Trento nel triennio 2026-2028. Lo prevede l’Atto di indirizzo approvato dalla Giunta provinciale, che definisce obiettivi strategici, strumenti e priorità di sviluppo dell’Ateneo, assegnando contestualmente anche le risorse per l’esercizio finanziario 2026.

Il volume complessivo dei finanziamenti ammonta a 427,4 milioni di euro: 141,4 milioni per il 2026, 143,2 milioni per il 2027 e 142,8 milioni per il 2028.

Spinelli: «Investimenti strategici»

«Diamo continuità agli investimenti sull’Università portati avanti in questi anni, nella convinzione che un Ateneo solido, dinamico, capace di attrarre talenti e docenti e di dialogare con il territorio rappresenti un valore irrinunciabile per il benessere della nostra comunità e la competitività del Trentino», ha dichiarato il vicepresidente della Provincia e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli.

Tra le principali sfide indicate dall’assessore figurano lo sviluppo della facoltà di Medicina, il potenziamento dell’edilizia universitaria, l’attrattività internazionale dell’Ateneo, il rafforzamento della produzione scientifica e il consolidamento dei rapporti con il sistema della ricerca e delle imprese.

L’Atto di indirizzo prevede una struttura di finanziamento articolata in tre componenti: quota base, quota premiale e quota programmatica.

La quota base supera i 131 milioni di euro annui ed è destinata al funzionamento ordinario dell’Ateneo, sostituendo di fatto il finanziamento statale. La quota premiale, pari a 500 mila euro all’anno, sarà invece legata ai risultati raggiunti.

La quota programmatica finanzierà invece i principali progetti di sviluppo dell’Università.

Particolare attenzione viene riservata al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, che riceverà oltre 7,7 milioni di euro nel 2026, con risorse destinate a crescere fino a superare i 10 milioni nel 2028.

Sono inoltre previsti fondi per i dottorati di ricerca, per il programma “Proof of Concept” dedicato alla nascita di startup deeptech e per il potenziamento delle attività di orientamento rivolte agli studenti.

Quasi 19 milioni per l’edilizia universitaria

Sul fronte delle infrastrutture, il piano conferma investimenti per circa 19 milioni di euro nel triennio destinati all’edilizia universitaria, risorse già in gran parte finanziate.

L’obiettivo è accompagnare la crescita dell’Ateneo con nuovi spazi e servizi, anche in relazione all’espansione dell’area medica e sanitaria.

Tra gli obiettivi strategici fissati dalla Provincia figurano il rafforzamento della ricerca scientifica e della formazione universitaria, con particolare attenzione all’aumento della produttività scientifica, alla capacità di attrarre ricercatori qualificati e al sostegno dei dottorati.

L’Atto punta inoltre allo sviluppo di aree di eccellenza in grado di produrre ricadute concrete sul sistema economico trentino.

Grande attenzione viene dedicata anche ai rapporti con il territorio. È previsto infatti il rafforzamento delle collaborazioni con realtà come Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach e Fondazione Hub Innovazione Trentino, oltre al consolidamento dei rapporti con il sistema produttivo locale attraverso Trentino Sviluppo e i poli dell’innovazione.

Tra le iniziative previste figurano anche il rafforzamento della collaborazione con Opera Universitaria, la promozione del modello cooperativo insieme alla Federazione Trentina della Cooperazione e l’avvio del percorso per attivare a Trento il corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria.

Focus su medicina e ricerca biomedica

Uno dei capitoli centrali dell’Atto riguarda il programma “Formazione e ricerca in area medica”, avviato nel 2022 e oggi principale componente della quota programmatica.

Il piano prevede il rafforzamento del corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, lo sviluppo delle scuole di specializzazione e il potenziamento della ricerca biomedica, con particolare attenzione ai settori dell’immuno-rigenerazione e dell’integrazione con l’intelligenza artificiale.

Parallelamente, è previsto il consolidamento dei corsi delle professioni sanitarie con l’obiettivo di creare a Trento un polo formativo integrato strettamente collegato al sistema sanitario territoriale.

Finanziati anche studi su denatalità e Piano cave

Con la stessa deliberazione, la Giunta provinciale ha autorizzato anche alcune attività di collaborazione istituzionale con l’Università di Trento.

Tra queste figurano la prosecuzione del progetto sul contenimento della denatalità e uno studio dedicato all’analisi dei fabbisogni di materiali inerti in vista dell’aggiornamento del Piano cave provinciale.

Per queste attività è previsto un finanziamento complessivo di 215 mila euro.