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giovedì 30 Luglio, 2026

Turismo invernale 2025/2026: in Trentino presenze record oltre gli 8 milioni. Trainano i numeri dell’extralberghiero

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Il bilancio Ispat dell'ultimo decennio registra un aumento complessivo del 3,4% nei pernottamenti, sostenuto dall'exploit di strutture ricettive alternative e flussi tedeschi, nonostante il lieve calo nelle valli olimpiche

La stagione invernale 2025/2026 si chiude con numeri record per il Trentino, segnando il miglior risultato dell’ultimo decennio grazie a un totale di 8.017.671 presenze turistiche. I dati ufficiali pubblicati dall’Istituto di Statistica della provincia di Trento evidenziano un incremento del 3,3% negli arrivi e del 3,4% nei pernottamenti rispetto al periodo precedente. Una crescita omogenea che premia sia i viaggiatori italiani sia quelli provenienti dall’estero, entrambi in aumento del 3,4%, a conferma della solida attrattività delle Alpi trentine sia sul mercato interno che su quello internazionale.

A fare da vero e proprio propulsore per l’economia turistica locale è il comparto extralberghiero, che ha fatto registrare un balzo in avanti dell’8,1% nelle presenze e del 7,5% negli arrivi. All’interno di questo segmento spicca il boom di campeggi, agriturismi ed esercizi rurali, con un aumento dei pernottamenti che sfiora il 20%. Il settore alberghiero tradizionale continua a mantenere una quota maggioritaria pari al 79,6% dei pernottamenti complessivi, segnando un solido +2,3% sia negli arrivi che nelle presenze. La permanenza media provinciale si attesta su 4,1 notti, con tassi di occupazione che toccano l’85% negli hotel a quattro stelle e tre stelle superior.

L’analisi dell’andamento mensile mostra un avvio e una chiusura eccezionali per la stagione invernale. Il mese di dicembre ha registrato una crescita del 7,8%, mentre ad aprile le presenze sono aumentate del 12,2% rispetto all’anno prima. L’unico mese in controtendenza è stato febbraio, che ha subito una flessione del 2,2%. Questo calo mirato è riconducibile alla contrazione registrata nelle zone sciistiche direttamente coinvolte dai Giochi olimpici invernali, ovvero la Val di Fassa e la Val di Fiemme, che hanno chiuso la stagione rispettivamente con un -1,2% e un -2,9% di presenze complessive.

Per quanto riguarda le provenienze turistiche, la Lombardia si conferma la prima regione italiana con oltre 700 mila presenze e una crescita del 9,1%, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna. Sul fronte estero, la Polonia mantiene il primato assoluto sfiorando il milione di pernottamenti, pur evidenziando un lieve calo del 3,1%. Si registra invece un forte rilancio dei flussi dalla Germania, con un incremento del 14,5% per oltre 500 mila presenze. Tra le destinazioni locali, spiccano i risultati positivi degli Altipiani Cimbri e Vigolana, di San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi e della Val di Sole, confermando una diffusa vitalità in quasi tutti i comprensori.

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