Cronaca
mercoledì 18 Febbraio, 2026
Truffa del «finto Maresciallo» a Pergine: anziano raggirato per 48mila euro, i Carabinieri recuperano il bottino
Utilizzavano la tecnica dello «spoofing» per far apparire sul display il numero della caserma. La vittima aveva già disposto un bonifico istantaneo verso l'estero, ma l'intervento lampo dei militari ha permesso di sequestrare e restituire la somma
Una messa in scena orchestrata nei minimi dettagli, con tanto di finte comunicazioni radio in sottofondo per rendere tutto più credibile. È quella in cui è caduto un settantenne della zona di Pergine Valsugana, vittima di una sofisticata truffa sventata grazie all’intervento dei «veri» Carabinieri, che sono riusciti a recuperare l’intera somma di 48.000 euro.
Il raggiro dello «spoofing»
Le indagini, avviate a fine gennaio, hanno svelato l’utilizzo della tecnica dello spoofing, un metodo che permette di mascherare il reale numero di telefono facendo apparire sul display del destinatario utenze ufficiali e attendibili. In questo caso, i truffatori hanno contattato l’anziano fingendosi prima dipendenti di una società di pagamenti elettronici e poi trasferendo la chiamata a un sedicente Maresciallo dei Carabinieri.
«L’autore, fingendosi Maresciallo dei Carabinieri, otteneva la fiducia dell’uomo, il quale, in preda ad uno stato di agitazione, credendo di parlare realmente con un appartenente all’Arma, veniva invitato a recarsi velocemente presso la propria filiale bancaria per mettere al sicuro i propri soldi» spiegano i militari dell’Arma. Per non destare sospetti nell’operatore di banca, il truffatore ha suggerito alla vittima di utilizzare la causale «acquisto box».
Il recupero record dei fondi
L’anziano, convinto di proteggere i propri risparmi da presunti attacchi hacker, ha disposto un bonifico istantaneo. Quando si è reso conto dell’inganno e si è rivolto alla Stazione di Pergine, il denaro era già stato trasferito su un conto corrente estero. Tuttavia, grazie a «complessi accertamenti tecnici svolti nei giorni successivi», i militari sono riusciti a rintracciare la somma e a porla sotto sequestro d’iniziativa, ottenendo poi dalla Procura della Repubblica di Trento la convalida e la restituzione totale alla vittima.
L’operazione ha portato alla denuncia di un uomo residente in Campania, anche se le indagini proseguono per individuare eventuali complici. L’episodio non è isolato: negli ultimi quattro mesi, i Carabinieri di Pergine hanno recuperato complessivamente 220 mila euro, frutto di sei diverse truffe sventate con successo.
I consigli dell’Arma
A fronte di questi attacchi sempre più tecnologici, i Carabinieri ribadiscono l’invito alla massima prudenza: «Nessun’azienda o soggetto pubblico farà mai richieste del genere all’utente». Il consiglio è di diffidare sempre di chi chiede bonifici urgenti o dati personali via telefono, anche se il numero visualizzato sembra quello della polizia. In caso di dubbio, la procedura corretta è chiudere la chiamata e contattare autonomamente il Numero Unico di Emergenza 112.
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