Il caso

venerdì 2 Gennaio, 2026

Trovata morta in un cortile a Milano, svolta sulla morte di Aurora Livoli: fermato un 56enne. Ha precedenti per reati sessuali

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L'uomo, un cittadino peruviano, ora è indagato per la morte della 19enne trovata senza vita in via Paruta

Possibile svolta nell’omicidio di Aurora Livoli, la 19enne di Fondi (Latina) trovata morta lunedì scorso in un cortile della periferia nord di Milano con i jeans abbassati e dei segni rossi sul collo. Nella serata del 30 dicembre a Milano, i militari del Nucleo Investigativo di Milano e del Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Monforte avevano rintracciato e fermato un peruviano di 56 anni con precedenti per violenza sessuale: irregolare sul territorio nazionale, era già gravemente indiziato di tentata rapina aggravata commessa ai danni di una 19enne peruviana. Ora è indagato per la morte della 19enne laziale.

L’uomo, nella serata del 28 dicembre, all’interno della stazione metropolitana M2 Cimiano, aveva aggredito violentemente alle spalle la giovane connazionale rimasta sola sulla banchina, impossessandosi del suo telefono cellulare, stringendola prolungatamente al collo con un braccio e tenendole la bocca chiusa con l’altra mano per impedirle di richiedere aiuto. Mentre la stava trascinando in un angolo della stazione, la giovane, vedendo l’arrivo di un treno, ha tentato di divincolarsi, riuscendo poi a venire soccorso dai passanti, mentre il 56enne si dava alla fuga, tentando anche di mascherarsi tra i passanti indossando il giubbotto al contrario.

Sono state proprio le immagini delle telecamere della metropolitana a far convergere i sospetti sul 56enne. Secondo gli inquirenti, poco dopo, il 56enne avrebbe incontrato la 19enne, che si era allontanata da casa il 4 novembre e di cui era stata denunciata la scomparsa il 10 dicembre, e insieme a lei si sarebbe incamminato verso il super condominio di via Paruta 74-76: una telecamera di sorveglianza ha ripreso i due sul marciapiedi, poco prima di entrare nel complesso residenziale a due passi da via Padova.

«Con amore immenso alla gioia di mamma e papà, Aurora nostra». È questo il messaggio che i genitori della 19enne hanno lasciato accanto a un mazzo di fiori bianchi al civico 74 di via privata Paruta, a Milano, nel cortile dove è stata trovata morta la mattina del 29 dicembre. I genitori nei giorni scorsi hanno riconosciuto il corpo all’Istituto di medicina legale, dove hanno anche consegnato alcuni oggetti personali della ragazza per l’estrazione del Dna, procedura necessaria perché Aurora era figlia adottiva della coppia. Nella giornata di ieri si è anche svolta l’autopsia per comprendere le cause della morte.

La ragazza frequentava la stessa scuola di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita nel settembre scorso perché, secondo la denuncia dei genitori, non ne poteva più di subire atti di bullismo. Come confermato dalla preside dell’istituto, l’Itis Pacinotti, la ragazza si era diplomata lo scorso anno nella sede di Fondi, mentre Paolo frequentava quella distaccata di Santi Cosma e Damiano.