L'inchiesta
mercoledì 18 Giugno, 2025
Trovata morta in casa a Rovereto, indagato il figlio che era con lei. Oggi l’autopsia sul corpo di Annamaria Sartori
di Denise Rocca
Le prime ipotesi avanzate dalle forze dell’ordine con gli elementi raccolti nella notte di domenica sono di un decesso per soffocamento o strangolamento
Le indagini per chiarire cosa sia successo esattamente nella casa di via Sticcotta a Rovereto, a due passi dai giardini Perlasca e dal Mart, nell’appartamento al secondo piano dello stabile dove Annamaria Sartori viveva da sola ed è stata ritrovata esanime a terra dopo aver allertato lei stessa, con un ultimo gesto, i soccorsi, vedranno oggi un passaggio fondamentale: il giuramento del medico legale e l’autopsia sul corpo dell’anziana ritrovata morta domenica notte con accanto il figlio sessantunenne che si trova da allora ricoverato in psichiatria. Ad assisterlo legalmente l’avvocata Elena Cainelli.
A rappresentare l’altra figlia dell’anziana donna come parte civile l’avvocata Ilaria Deflorian. Il magistrato della Procura di Rovereto Fabrizio de Angelis ha disposto l’autopsia sul corpo di Annamaria Sartori che si svolgerà oggi per chiarire le cause della morte della donna: le prime ipotesi avanzate dalle forze dell’ordine con gli elementi raccolti nella notte di domenica sono di un decesso per soffocamento o strangolamento, ma per ora tutte le teorie rimangono aperte fino a che non si sarà espresso il medico legale con degli elementi oggettivi ricavati dall’analisi del cadavere. Anche la difesa di Giovanni Gabrielli, unico iscritto sul registro degli indagati, ha chiesto l’esame del corpo da parte di un proprio consulente di parte.
Giovanni Gabrielli, che per parecchio tempo è stato residente ad Ala e di recente ha cambiato città, per molti anni è stato seguito dal servizio psichiatrico trentino ed era seguito anche dai servizi sociali della Comunità di Valle. La madre Annamaria Sartori circa un anno fa aveva attivato il servizio di telesoccorso e telecontrollo su consiglio dei servizi sociali del Comune di Rovereto ma aveva declinato, successivamente, l’attivazione di una presa in carico più significativa da parte dei servizi di assistenza. Sartori era autonoma e godeva di buona salute nella descrizione della figlia Gloria all’indomani della tragedia.
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