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mercoledì 7 Gennaio, 2026

Trento punta sull’ex Atesina, l’annuncio di Bozzarelli: «Qui spazi per un nuovo cinema per rilanciare le sale cittadine»

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Dopo la chiusura di Astra e Roma, l’assessora alla cultura spiega le priorità del Comune per rilanciare il cinema d’autore in città, con un partenariato pubblico-privato e possibilità di finanziamenti ministeriali

Ora non è più una semplice suggestione, ma una precisa volontà politica. Entrata in possesso dell’immobile allo scadere del 2025, l’amministrazione comunale di Trento è intenzionata a mettere a disposizione alcuni spazi dell’ex Atesina per la realizzazione di un nuovo cinema. «Attraverso un partenariato pubblico-privato», puntualizza l’assessora comunale alla cultura Elisabetta Bozzarelli.

Negli ultimi quattro anni la città ha perso quattro sale cinematografiche per un totale di oltre 800 posti: prima con la chiusura del Cinema Astra il 31 dicembre del 2021 e poi con quella del Cinema Roma a gennaio dello scorso anno (il T di ieri). La riduzione delle sale ha provocato principalmente una contrazione dell’offerta del cinema d’autore, nonostante la «sete d’essai» sia rimasta stabile. Lo si è visto durante le vacanze di Natale: le pellicole d’autore, a Trento, sono rimaste nel cassetto. «È banale dirlo, ma è bene ribadirlo: la chiusura dei due cinema ha rappresentato una perdita culturale. Lo possono pensare tutti, anche chi non è amante del cinema d’essai», sottolinea l’assessora.

L’epilogo dell’Astra e del Roma ricade «in un ambito di tipo privatistico sul quale non c’è stata possibilità di intervenire per il pubblico». L’Astra ha chiuso a seguito della scelta della famiglia Artuso – che gestiva il cinema – di vendere l’immobile, mentre il Roma ha chiuso i battenti a fronte della scelta dei proprietari di destinare la struttura a una funzione residenziale.

«In questi anni, però, abbiamo visto alcune iniziative interessanti — prosegue Bozzarelli — Da un lato è nato Harpolab, che, oltre alla parte del cinema, offre anche una parte di educazione all’immagine. Un centro culturale che vede una frequentazione molto giovanile, soprattutto universitaria, e che è riuscito a coinvolgere sia il liceo classico Prati sia la stessa amministrazione comunale, che sostiene lo spazio di Harpolab riconoscendo il valore del cinema e dell’educazione all’immagine».

Non è l’unica iniziativa nata in risposta ai bisogni (culturali) della città. «C’è stata anche l’iniziativa del cinema alla Sala inCooperazione, che non ha funzionato però, forse a causa della scelta del luogo — considera l’assessora — La scelta dei luoghi, a Trento, determina la possibilità di successo o meno. Si sceglie di andare al cinema anche perché si vuole andare in una grande sala che abbia un minimo di magia».

Lo spazio diventa cruciale anche per garantire la sostenibilità economica di una sala. «Noi avevamo la fortuna di essere proprietari delle mura e a conduzione familiare, abbattendo i costi», ha spiegato sulle pagine di questo giornale l’ex titolare dell’Astra Antonio Artuso.

«In città si stanno muovendo delle iniziative su questi temi, ma, appunto, il tema fondamentale è lo spazio — ribadisce l’assessora — Con l’apertura dell’ex Atesina si profila un orizzonte interessante». Il 30 dicembre scorso, infatti, il Comune di Trento ha chiuso l’accordo con la Provincia e, nell’ambito di una permuta, ha ricevuto lo stabile dell’ex Atesina.

«Si potrebbe promuovere la realizzazione di un cinema attraverso un partenariato pubblico-privato con la formula della messa a disposizione di spazi — spiega — Si potrebbe sfruttare anche l’opportunità dei bandi ministeriali per chi ha perso posti nelle città: sono previsti finanziamenti per recuperare immobili per nuove sale cinematografiche. Sull’ex Atesina vogliamo partire subito con la bonifica e poi aggiornare la progettazione con i desideri della comunità. Devo dire, in maniera molto schietta, che è difficile immaginare spazi adeguati in centro: il Comune non ne ha e il privato, tornando a quello detto da Artuso, è troppo alto come dispendio economico».

Allo stesso tempo «sarebbe bello che le iniziative sul cinema fossero legate all’identità del luogo, dei quartieri, perché sono creazioni di comunità».

L’assessora Bozzarelli lancia anche un’altra proposta. «Presto si libererà lo spazio dell’attuale stazione delle autocorriere, che è di proprietà della Provincia — dice — Sarebbe bello aprire un ragionamento anche su questa area». Il prossimo anno (o a inizio 2028), inoltre, «arriverà anche una sala cinema al nuovo polo all’ex Lettere con un’ottantina di posti. Il cantiere sta procedendo molto spedito», conclude.