il lutto
martedì 24 Dicembre, 2024
Trento piange Floriano Menapace, padre dell’archivio fotografico provinciale
di Redazione
Il ricordo della vicepresidente Gerosa: «Grazie a lui un patrimonio di immagini prezioso anche per le generazioni future»
Si è spento all’età di 78 anni Floriano Menapace, “padre” dell’Archivio fotografico storico provinciale. Nato a Trento nel 1946, tra i primissimi laureati italiani in Storia della fotografia al DAMS a Bologna, Floriano Menapace nel suo percorso ha unito l’impegno creativo all’attività di funzionario dell’amministrazione culturale della Provincia autonoma di Trento, curando campagne fotografiche di catalogazione dei beni culturali sul territorio e fondando l’Archivio fotografico storico provinciale, che sotto la sua direzione è arrivato a contare 1.100.000 fotografie. Si è occupato di problematiche relative alla catalogazione della fotografia, ha pubblicato numerosi contributi su cataloghi, riviste specializzate e quotidiani. A partire dagli anni Novanta ha approfondito le tematiche dello studio del paesaggio in collaborazione con l’Università di Trento e si è dedicato con più intensità all’attività di curatore di mostre fotografiche. Nel 2004 ha lasciato l’ente pubblico per dedicarsi all’attività di libero professionista, concentrandosi sullo studio del territorio e dell’evoluzione del paesaggio.
La vicepresidente e assessore alla cultura Francesca Gerosa esprime il cordoglio della Giunta provinciale, a nome anche di tutta l’Amministrazione e in particolare della Soprintendenza ai beni culturali di cui aveva fatto lungamente parte.
«Ci uniamo al cordoglio dei familiari e di quanti gli erano vicini per la scomparsa di Floriano Menapace, una figura di alto profilo per quanto attiene la raccolta, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio fotografico provinciale e non solo. Grazie alla sua intraprendenza e passione, la fotografia del territorio, nella sua identità storica di produzione culturale e nelle sue valenze documentarie, ha conosciuto un grandissimo sviluppo di cui ancora si beneficia. A lui infatti dobbiamo l’istituzione dell’Archivio fotografico storico provinciale e la restituzione alla comunità di un vero e proprio tesoro di immagini, prezioso anche per le generazioni future, a disposizione di tutto il pubblico: dagli studiosi agli studenti fino agli appassionati. Questa grande raccolta, che conta oggi oltre due milioni di scatti, assume oggi ancora più valore considerato che l’immagine è elemento determinante della nostra quotidianità e che le immagini sono il supporto che ci aiuta a orientarci, ad avere visione del mondo e a raccontare il territorio».
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