L'interrogazione
sabato 25 Gennaio, 2025
Trentino Music Arena, l’interrogazione di Maestri (Pd): il nuovo contratto è una replica
di Redazione
La consigliera: «Alla società 600 000 euro a fondo perduto per meno di due mesi»
Come noto, la società Friends & Partner si è aggiudicata, anche perché unica concorrente, il bando della Trentino Marketing per la gestione della Trentino Music Arena. Tale società, che agisce attraverso una sua business unit denominata Magellano Concerti, deve provvedere all’allestimento di un programma di eventi e concerti per il periodo ricompreso fra il 26 maggio ed il 15 luglio». Lo ricorda in un’interrogazione alla giunta provinciale intitolata «Un altro contratto capestro», la consigliera provinciale del Pd Lucia Maestri.
«Probabilmente la società attingerà dalla propria scuderia di artisti — afferma la consigliera — posto che guardare oggi ai grandi nomi di richiamo appare del tutto impossibile , per ovvie ragioni temporali legate all’avvio delle tournè estive. Per tali attività, comunque, la Provincia garantisce alla società, a copertura delle spese, la consistente somma di 600.000 euro, ai quali si aggiungono i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti, di tutto il merchandising e dell’indotto derivante dal food and beverage».
E l’osservazione: «A ben vedere, un affare d’oro, che non costa pressoché nulla alla società privata, mentre pesa non poco sul bilancio provinciale. È del tutto evidente che il contratto capestro, così giudicato anche dagli allora vertici del Centro Servizi culturali S. Chiara, firmato dalla Provincia per il concerto di Vasco Rossi, ha fatto scuola». E aggiunge: «Per meno di due mesi di attività, 600.000 euro a fondo perduto e alla faccia del rischio d’impresa, rappresentano una sorta di donazione di fondi pubblici priva di qualsiasi senso commerciale e tanto meno di razionalità della spesa. Una somma — sottolinea Maestri — che si aggiunge agli oltre due milioni di euro di perdita che, per quanto accumulati dal Centro S. Chiara, gravano comunque sulle casse pubbliche, portando il deficit complessivo di gestione della Trentino Music Arena all’imponente cifra di oltre tre milioni di euro, nell’arco di sole tre stagioni di attività». E conclude: «Ancora una volta, chi paga è sempre Pantalone».
Alla giunta, la consigliera Maestri chiede dunque, tra le altre cose, «quale criterio finanziario e tecnico ha informato la decisione di stabilire in euro 600.000 il fondo perduto da assegnare al vincitore del bando di gestione bimestrale della Trentino Musica Arena per meno di due mesi di attività nell’estate 2025».
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